In materia di riscossione, siamo di fronte ad un'autentica rivoluzione per i cittadini. Infatti, il collegato alla Legge di Bilancio, cioè il Decreto Fiscale, ha introdotto due grandi e sostanziali novità per milioni di contribuenti. In primo luogo, viene confermata la data di chiusura del Concessionario per la Riscossione Equitalia che, se il Governo rispetterà i tempi, chiuderà i battenti il prossimo 1° luglio. Una seconda novità è la rottamazione delle cartelle (o definizione agevolata dei debiti), con le domande che scadranno il prossimo 31 marzo. In questi giorni, diversi cittadini stanno segnalando un aumento delle comunicazioni da parte di Equitalia.

Il motivo, naturalmente, è strettamente legato alle due novità accennate in precedenza.

I debiti del 2016

Equitalia ha appena comunicato i dati della riscossione per l'anno 2016, con un trend positivo che ha portato l’amministratore delegato Ruffini a dichiarare apertamente la propria soddisfazione in merito. Come riporta il quotidiano "Il Sole 24 Ore", Ruffini ha detto che la riforma della riscossione, iniziata 3 anni fa e che si completerà con la chiusura di Equitalia e la nascita di agenzia delle entrate-Riscossione, ha influito in maniera positiva sui numeri del concessionario.

Ciò vuol dire che la politica di rendere la riscossione meno dura per i cittadini, con l'obiettivo di diffondere un'immagine meno opprimente del Fisco, si sta rivelando vincente. Nel frattempo, in questi giorni i contribuenti stanno ricevendo le comunicazioni inerenti i debiti del 2016, generando un po' di confusione.

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C'è da sottolineare che, sotto questo aspetto, non c'è alcun cambiamento di rilievo, perché l’operazione è prevista dal Decreto Fiscale dopo l'approvazione, in extremis, dell’estensione della rottamazione delle cartelle anche ai debiti fino al 31 dicembre 2016.

Quelle che stanno arrivando in questi giorni non sono delle vere e proprie cartelle, dunque non vanno contestate. Si tratta, infatti, di una sorta di promemoria che dà ai cittadini la possibilità di avere un quadro completo dei debiti da sanare con la definizione agevolata.

Che fine faranno i debiti dopo il 1° luglio?

Oltre alle comunicazioni a scopo rottamazione, in questi ultimi giorni stanno arrivando con una certa frequenza anche cartelle relative a vecchi debiti. Il motivo di quest'accelerazione è legato proprio all'imminente chiusura di Equitalia. Dal 1° luglio, tutti i debiti e le pendenze con l'ente non verranno cancellati, ma confluiranno nel nuovo soggetto adibito alla riscossione, cioè l'Agenzia delle Entrate-Riscossione.

Le rateizzazioni in corso e le cartelle in sospeso non spariranno, ma passeranno automaticamente al nuovo concessionario. Ernesto Maria Ruffini, oggi AD di Equitalia, diventerà commissario straordinario e traghettatore del cambiamento. Tutto ciò avverrà nel segno della continuità e, in quest'ottica, non è prevista alcuna cancellazione dei precedenti debiti degli italiani.

L’Articolo 1 del decreto chiarisce tutti i dubbi: il nuovo ente di riscossione subentrerà a titolo universale ad Equitalia, assorbendone anche crediti e pendenze, comprese le vecchie rate e i contenziosi ancora in atto. Il surplus di cartelle inviate ai contribuenti in questi ultimi giorni, mira ad ovviare ai fenomeni di prescrizione, dato che l'Agenzia delle Entrate-Riscossione non sarà chiamata a notificare nuovamente le cartelle. A questo punto è chiaro che tale principio non riguarda solo le pendenze con l’Erario, ma anche bollo auto, ICI, Tasi e tutte le altre tasse degli enti locali come Regioni e Comuni.