Sono sempre di più le famiglie italiane in difficoltà che a stento riescono ad arrivare a fine mese. Il rischio povertà nel nostro Paese colpisce ogni giorno sempre più soggetti, costretti a fare i conti con spese ed imprevisti che spesso non riescono a sostenere.

Per riuscire a dare una risposta a queste persone in difficoltà è stato pensato il reddito di inserimento, un aiuto economico pari a 400 euro destinato alle famiglie più bisognose. Il piano, che in realtà è una legge delega, verrà attivato tramite una Card ricaricabile (la Rei appunto, da "Reddito di Inserimento"). La Card verrà assegnata dai servizi sociali comunali alle famiglie in cambio della collaborazione, da parte di queste ultime, nella risoluzione di tutti quei problemi - di diverso carattere - che possono compromettere lo svolgimento regolare della vita familiare.

Un compromesso che, per esempio, gli assistenti sociali possono raggiungere con le famiglie è quello di far frequentare regolarmente ai figli la scuola dell'obbligo. Le famiglie dunque riceveranno in questo caso fino a 400 euro al mese in cambio dell'impegno verificabile nella risoluzione del problema oggetto del compromesso.

Il reddito d'inserimento arriva al vaglio del Senato

La conferenza dei capigruppo [VIDEO], però, tramite lo slittamento del voto sulla proposta, ha deciso che del Reddito di Inserimento si tornerà a parlare. ll voto finale del Senato sul piano anti-povertà destinato ad aiutare circa 2 milioni di italiani in difficoltà, infatti, è stato spostato a domani giovedi 9 marzo.

Si prevede che quest'anno la Rei aiuterà 1,7 milioni di italiani, una cifra spaventosa che, purtroppo, è destinata ad aumentare.

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Secondo le statistiche, infatti, l'anno prossimo dovrebbe salire a 2 milioni il numero di persone a rischio povertà. I comuni, tramite la Car Rei, potranno invece aiutare circa mezzo milione di famiglie, ma non solo, perchè l'operazione di per se ha una portata molto più ampia e tende a raggiungere un obiettivo importante: quello di sottrarre alla povertà non solo i minori, ma anche gli ultra 55enni che hanno perso il lavoro e che si trovano in forte difficoltà.