La TARI, la tassa sui rifiuti 2017 finisce ancora una volta sotto i riflettori dei mass-media. Si è diffusa in modo virale la notizia pubblicata online sul Fattoquotidiano.it relativa all’errore di calcolo di molti Comuni che negli ultimi cinque anni avrebbero gonfiato le bollette della Tari fino a farle raddoppiare. Occorre precisare che nel calcolo della tassa si prendono in considerazione due quote: una fissa, applicata a tutta la superficie dell'immobile, e una variabile, in relazione al numero di componenti del nucleo familiare. La gran parte dei municipi italiani ha moltiplicato la quota variabile per tutte le pertinenze della casa chiedendo ai contribuenti più di quanto dovevano versare.

L’effetto quindi è stato una bolletta più che gonfiata.

La lista dei comuni responsabili del raddoppio della Tari

Fr.a i comuni responsabili del raddoppio della Tari ci sarebbero anche Napoli, Catanzaro, Milano, Cagliari, Potenza, Ancona e Genova anche se, in quest'ultimo caso, è arrivata la smentita da parte dell'assessore al bilancio Pietro Piciocchi. Il Codacons dal canto suo ha minacciato già una pioggia di ricorsi, mentre altre associazioni di consumatori si stanno attivando per venire incontro a coloro che hanno ricevuto bollette assai salate. Fra queste c’è anche il Movimento difesa del cittadini, che con i suoi sportelli SOS Tari sta offrendo una prima assistenza a tutti quei contribuenti che hanno difficoltà a verificare se sono stati vittime di aggravi non dovuti.

Anche il MEF, ovvero il Ministero delle Finanze questa settimana provvederà con una circolare a fare chiarezza sull’intera faccenda.

Rimborso TARI, qual è la procedura ?

Per tutti coloro che volessero chiedere il rimborso sono previste due strade:

  • verificare personalmente l’esistenza dell’errore. Una volta compiuta tale operazione deve essere compilata una istanza, motivata, invita con raccomandata a.r. o via PEC al comune in cui si trova l’immobile, o alla società rifiuti che si occupa di riscuotere la TARI per conto dello stesso.. Sul sito del Comune è possibile reperire l’apposito modulo per chiedere la restituzione di quanto indebitamente pagato o una compensazione sulle bollette future. Sull’istanza occorre indicare i dati relativi alla bolletta “gonfiata”, e gli anni di riferimento ai quai si riferisce.
  • in alternativa è possibile rivolgersi agli sportelli SOS Tari sopracitati o al proprio avvocato.

Tali istanza va presentata comunque entro e non oltre 5 anni dal giorno del versamento.

Qualora il Comune entro 90 giorni non dovesse rispondere si può fare ricorso alla commissione tributaria provinciale. In ogni caso il Comune ha comunque 180 giorni di tempo per provvedere al rimborso. Per altre news di economia e notizie fiscali potete premere il tasto segui.