Il Regno Unito ha detto l'addio all'Unione Europea e la data stabilita del divorzio sarà nel marzo del 2019. Il referendum il Gran Bretagna ha fatto moltissimo scalpore, soprattutto per il risultato tutt'altro che atteso; la May ha così, nel 2016, avviato la procedura della Brexit e le negoziazioni con l'Europa. L'Ue ora si ritrova a dover far quadrare i conti con uno Stato in meno che partecipa al bilancio collettivo e così sta pensando di introdurre una nuova tassa per coprire gli ammanchi.

La tassa sulla plastica

Nei giorni passati si è parlato molto dell'introduzione dei sacchetti biodegradabili di frutta e verdura a pagamento nei supermercati, dovuta all'applicazione di una direttiva europea che chiedeva la sostituzione di quelli di plastica.

Le polemiche sono sorte principalmente a causa del costo delle buste che va dai 0,01 ai 0,10 centesimi di Euro a carico del cliente; stando a quanto si apprende dalla stampa nazionale l'obbligatorietà del pagamento [VIDEO] a carico del cliente esiste solo in Italia. Con l'addio del Regno Unito si è aperto un buco di circa 12/14 miliardi nel bilancio europeo che va sanato il più velocemente possibile, così i burocrati di Bruxelles hanno pensato di introdurre un tassa sulla plastica. L'idea però non è nata solamente a causa della Brexit ma anche al fatto che la Cina non sta più comprando i rifiuti di plastica da riciclare dall'Europa, lo stop è partito dal primo gennaio di quest'anno. Non potendo più liberarsi di questo materiale così facilmente come prima la commissione europea sta elaborando una legge ad hoc per "disincentivare l'uso di questo materiale".

In che modo? Applicando sui prodotti che contengono plastica un tassa in più, in modo che anche il riciclo o la distruzione del materiale gravi meno sulle spese collettive.

La prossima settimana in Commissione

Il progetto di legge verrà presentato alla Commissione Europea già la prossima settimana, la risoluzione a questo problema è una priorità per Bruxelles. Le modalità di applicazione sono ancora da definire, la Commissione Europea deciderà se la tassa colpirà i componenti utilizzati per produrre il materiale e se applicare le relative esenzioni per i beni di uso comune. Quel che è certo è che i consumatori finali saranno i più colpiti, la tassa sarà interamente scaricata sul cliente finale [VIDEO] e dunque si andrà a sommare già a quelle presenti a livello nazionale.