Il quadro A, ovvero quello riservato ai redditi dei terreni è uno dei più ostici della Dichiarazione dei redditi perché bisogna fare parecchie distinzioni e tenere in considerazione i vari tipi di utilizzo del terreno in modo da pagate le giuste tasse e/o rimborsi. In questo quadro bisogna inserire i dati di chi è il proprietario, l'usufruttuario oppure ha qualunque altro tipo di diritto reale nel territorio dello Stato italiano. Solamente nel caso di nuda proprietà non è necessario indicare il terreno. L'affittuario che esercita attività agricola nel terreno in affitto deve compilare solamente la colonna del reddito agrario dal momento in cui ha preso in affitto il terreno e se ha solo quello deve pagare l'imu piuttosto che l'Irpef.

Differenze tra reddito agrario e dominicale

Oltre al reddito agrario, per i terreni va considerato il reddito dominicale per calcolare le tasse, che è quello riferito al valore della proprietà. Per sapere quali sono le attività agricole e le norme che ne regolamentano l’uso si rimanda al sito ufficiale dell'agenzia delle entrate, perché i casi sono veramente numerosi e articolati. I terreni situati all'estero non vanno dichiarati, così come quelli affittati per usi non agricoli, in quanto vanno dichiarati in un altro quadro, cioè il D, riservato ai redditi diversi. Gli usi non agricoli possono essere miniere, cave o altro. Non vanno dichiarati nemmeno giardini, pertinenze di fabbricanti oppure terreni aperti al pubblico di interesse culturale considerato tale dal Ministero per i beni e le attività culturali, e questa circostanza va fatta presente all'ufficio dell'agenzia delle entrate: i terreni di pubblico interesse vanno notificati entro tre mesi dall'entrata in vigore di questa condizione.

La produzione di energia elettrica oppure da fonti rinnovabili viene considerata reddito agrario in base al decreto legge del 24 aprile 2014 e dunque non deve essere indicata nel quadro A. Se però la produzione annua supera le fonti di 260.000 kW annui, piuttosto che modello 730 bisogna presentare il modello redditi [VIDEO] persone fisiche compilandolo in base alle istruzioni.

Terreni esenti dal pagamento dell’IMU

Quando si possiedono solo terreni non si deve pagare l’Irpef ma al suo posto l’IMU, che sostituisce le addizionali sul reddito dominicale. Anche nel 2018 il reddito agrario non sarà soggetto a imposte [VIDEO] e dunque il reddito del terreno non affittato verrà considerato calcolando solamente il reddito agrario. Le regole sui terreni affittati sono variabili a seconda del Comune nel quale si trovano e della Provincia di appartenenza: alcuni sono esenti dal pagamento dell’IMU e altri no, anche perché da quest’anno c’è la novità della fusione dei Comuni. Alcuni terreni sono completamente esenti, mentre nel caso in cui da una fusione uno sia esente e uno no, non pagherà le tasse solamente quello che non è esente.

Sono esonerati dal pagamento dell’IMU anche i terreni coltivati da imprenditori professionali iscritti alla previdenza agricola, ovunque essi si trovino. I terreni in zone montane sono generalmente soggetti all’esenzione IMU, tuttavia quelli destinati all’utilizzo di allevamento o attività agricole anche se non ricadono in tali zone non pagano le tasse, così come quelli nelle isole minori, che siano coltivati, adibiti alla pastorizia oppure no.