Dopo l'attacco da parte del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, dopo i guai e le polemiche causate dalle fake reviews è in arrivo una nuova tegola sul colosso dell'e- commerce Amazon. Questa volta il colpo arriva da dove non ti aspetti. Infatti, il Consiglio Comunale della città di Seattle, sede del quartier generale di Amazon, avrebbe approvato all'unanimità una tassa di 275 dollari per ogni dipendente di tutte quelle aziende, sopratutto dell' High - Tech, che realizzano almeno 20 milioni di dollari di ricavi all'anno. La notizia dell'approvazione, anche se il provvedimento non è ancora definitivo, ha fatto andare su tutte le furie l'amministratore delegato di Amazon Jeff Bezos.

E, nello stesso tempo, c'è già chi si interroga circa la possibilità di replicare il modello della tassa anche in Italia.

Le motivazioni del Consiglio Comunale

Il provvedimento approvato dal Consiglio Comunale di Seattle e che, per divenire definitivo, avrà bisogno dell'approvazione diretta del Sindaco Jenny Durkan, è stato voluto per poter reperire i fondi necessari a contrastare il problema della crisi abitativa divenuto molto grave in città come Seattle dove, a seguito del crescente sviluppo di industrie dell'High Tech, i prezzi degli affitti sono saliti alle stelle spingendo, letteralmente, migliaia di persone a vivere per strada o in accampamenti affollati intorno alla città.

Con questo nuovo balzello che dovrebbe essere, comunque, solo temporaneo, il Comune prevede di incassare dalle circa 600 aziende interessate, oltre ad Amazon, la cifra di 50 milioni di dollari con cui finanziare la costruzione di edifici di edilizia popolare.

Inizialmente, il Consiglio Comunale aveva proposto una tassa di ben 540 dollari a dipendente che avrebbe garantito un gettito più cospicuo e pari a 75 milioni di dollari. Ma il Sindaco, Jenny Durkan, si è opposta fermamente.

E in Italia sarebbe possibile?

Ovviamente con i dovuti distinguo, c'è chi si domanda se un provvedimento simile sarebbe attuabile anche da noi. Infatti, invece che puntare sulla, quantomai difficile, realizzazione di una web tax europea, secondo una ipotesi avanzata dalla rivista online "GQ", dato che Amazon ha, anche nel nostro paese, una forte struttura logistica con migliaia di dipendenti, almeno in quelle realtà locali si potrebbero attuare dei provvedimenti temporanei simili.

D'altra parte, come mette chiaramente in evidenza "GQ", per realizzare un provvedimento del genere sarebbe necessario potenziare gli strumenti in mano ai singoli Comuni, delegando loro qualche materia che, attualmente, è di esclusiva statale. Il vantaggio che ne potrebbe derivare sarebbe quello di far calare la tassazione su artigiani e piccole - medie imprese. Secondo la rivista online si potrebbe pensare a un meccanismo di rimodulazione dell'Irap, la tassa sulle attività produttive, che sarebbe proporzionalmente più pesante per quelle aziende che fanno ampio ricorso ai contratti a tempo determinato o di somministrazione o precari e si appoggiano a società interinali. Comunque sia, il sasso è stato lanciato e, in particolare da noi, il futuro governo potrebbe inserire anche questa riforma nel contratto per il governo del cambiamento che dovrebbe rivoluzionare l'economia del nostro Paese.