Dal 2016, con la manovra finanziaria di allora, prodotta dal governo del Pd, venne stabilita la facoltà da parte dell'Agenzia delle Entrate di fare scattare controlli preventivi sui contribuenti che presentano la dichiarazione dei redditi. Facoltà dicevamo, perché i controlli non possono scattare per tutti, per evidenti questioni di ufficio e di mole di lavoro da espletare. Ecco perché le Entrate hanno stabilito alcuni elementi da tenere in considerazione immediatamente dopo la ricezione delle dichiarazioni inviate dai contribuenti.

Elementi di incoerenza li hanno ribattezzati ed è proprio su questo che ieri le Entrate sono uscite con un nuovo provvedimento. L'Agenzia mette quindi in risalto ciò che potrebbe fare scattare i controlli preventivi sui 730/2019, le dichiarazioni dei redditi che in questi giorni i contribuenti stanno presentando.

Come al solito gli scostamenti devono essere ingenti

Sia che la presentazione della dichiarazione venga effettuata direttamente dal contribuente tramite il suo cassetto fiscale e le sue credenziali di accesso che tramite il sostituto d'imposta, nel caso di modifiche al 730 precompilato che incidono in maniera significativa sulla determinazione del reddito, sull'imposta da pagare o sull'eventuale credito da recuperare, il fisco può avviare controlli preventivi.

In linea generale, i controlli scattano quasi in automatico per risultati della dichiarazione che sanciscono un rimborso per il contribuente superiore a 4.000 euro. Se per un contribuente scatta il controllo preventivo, il rimborso che viene erogato in linea generale a luglio o agosto, con la busta paga del mese o con il rateo della pensione, slitterà di diversi mesi. Infatti come confermato dal provvedimento del 19 giugno, l'Agenzia una volta individuata una dichiarazione con elementi di incongruenza tali da giustificare il controllo preventivo, lo farà scattare entro 4 mesi dalla data di scadenza prevista per la trasmissione delle dichiarazioni o se queste sono state inviate dopo il termine previsto, entro 4 mesi dalla data di presentazione.

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Le potenziali situazioni a rischio

Il provvedimento di cui parliamo è il numero 207079/2019 e con questo atto le Entrate non fanno altro che stabilire e confermare i criteri per individuare gli elementi di incoerenza delle dichiarazioni del 2019 che prevedono un rimborso a favore del contribuente. Il controllo sarà automatizzato dove è possible farlo, altrimenti si potrà chiedere al dichiarante la presentazione della documentazione attestante le variazioni che il contribuente ha effettuato durante la compilazione del 730, cioè dal 730 precompilato a quello effettivamente inviato.

Ricapitolando, per essere considerati incoerenti, gli elementi che darebbero vita ai controlli preventivi devono essere significativi. Cambiare i dati delle certificazioni uniche, implementare le spese sanitarie in misura ingente rispetto a quelle già inserite nella precompilata, potrebbero essere tipiche situazioni che bloccherebbero di fatto i rimborsi fiscali fino alla conferma della bontà di quanto dichiarato dopo i controlli.

Inoltre, per il contribuente che già negli anni scorsi ha presentato irregolarità, potrebbero scattare questi controlli perché il fisco può considerare situazione a rischio l'eventuale rimborso spettante dal 730 del 2019.

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