Il Ministero dell'Economia e delle Finanze, nel corso del question time del 3 luglio 2019 presso la Commissione Finanze della Camera dei Deputati, ha confermato ufficialmente l'avvio dei controlli nei confronti dei titolari di partita Iva che hanno optato per l'applicazione della flat tax al 15%, il cosiddetto Regime Forfettario.

Le motivazioni del controllo

Il Governo gialloverde è stato sollecitato a rispondere sulla necessità dei controlli nei confronti degli aderenti al Regime Forfettario in seguito ad una precisa interrogazione proposta dalle deputate del PD Fregolent e Serracchiani.

Le esponenti del Pd hanno motivato la loro richiesta di chiarimenti sostenendo che i dati pubblicati recentemente dall'Osservatorio del MEF dimostrano come molte società di persone stiano procedendo alla divisione del proprio patrimonio, probabilmente per poter beneficiare del nuovo regime fiscale più favorevole. Non solo, ma dai dati dell'Osservatorio risulterebbe che nell'ultimo anno sono state aperte molte posizioni Iva intestate a soggetti over 65. E, secondo il ragionamento delle Deputate del PD, queste nuove aperture potrebbero nascondere falsi lavoratori autonomi.

Le criticità del Regime Forfettario

In base a quanto affermato dalle Deputate Fregolent e Serracchiani, corroborato dai dati dell'Osservatorio del MEF, sembrerebbe che il nuovo regime fiscale spinga verso una traslazione dei fatturati ed a un ridimensionamento delle attività aziendali, con il passaggio da società a ditte individuali. In pratica, è più conveniente avere due diverse partite Iva individuali e pagare il 15% sui ricavi attribuiti a ciascuno dei due ex soci.

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La risposta del Ministero dell'Economia

Nella sua risposta il MEF ha evidenziato, innanzitutto, due punti fondamentali. Da una parte, la causa ostativa potenziata. Ci si riferisce, ovviamente, alla esclusione dal regime forfettario per quei soggetti titolari di partita Iva che detengono delle partecipazioni anche in società di persone, associazioni o imprese familiari. Oltre a quei soggetti che detengono il controllo, sia diretto che indiretto, di associazioni in partecipazione o società a responsabilità limitata.

Per quanto riguarda il caso delle numerose aperture di Partita Iva a nome di over 65, il MEF ricorda come la normativa preveda l'esclusione dall'accesso al regime forfettario per quei soggetti che intrattengono rapporti commerciali con il proprio ex datore di lavoro attuale e precedente.

Comunque sia, questo non vuol dire che non siano possibili comportamenti elusivi studiati apposta per sfruttare i vantaggi del nuovo regime fiscale.

Di conseguenza, viene confermato l'avvio della procedura di controllo che seguirà due direttrici principali. Da una parte, l'accesso diretto presso le aziende che nell'ultimo anno hanno optato per la flat tax al 15% per la verifica dei requisiti. Dall'altra l'analisi delle informazioni già in possesso dell'Agenzia delle Entrate per valutare correttamente il profilo di rischio dei soggetti osservati.

In questo secondo caso, comunque, verranno analizzati anche i profili dei vecchi forfettari.

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