L'argomento delle Tasse sta rendendo ancora più rovente, se possibile, il clima politico- economico all'interno e all'esterno della maggioranza di Governo M5S-Lega. In questi giorni e in queste settimane si sono susseguite diverse ipotesi per poter ottenere l'agognato obiettivo dell'abbassamento delle tasse che potrebbe voler dire nuova linfa per le attività economiche nostrane. Sullo stato dei lavori in corso all'interno dell'Esecutivo ha fatto il punto il sottosegretario all'Economia Massimo Bitonci, in quota Lega.

La proposta di Bitonci

Il piano di abbassamento delle imposte dovrebbe articolarsi, secondo quanto spiegato dal Sottosegretario Bitonci, in un arco di tre anni a partire dal 2020. La nuova Legge di Bilancio, infatti, dovrebbe contenere una riduzione non generalizzata ma più graduale delle tasse. L'ipotesi di applicare la flat tax al 15% a tutti indiscriminatamente sarebbe tramontata anche per l'esigenza di rispettare i vincoli europei.

Di conseguenza, Bitonci ritiene che sia opportuno inserire un correttivo per rispettare gli impegni presi con gli elettori durante la campagna elettorale. In pratica, l'aliquota del 15% verrebbe applicata, almeno inizialmente, solo ai redditi individuali ma in maniera tale che sia compatibile con il quoziente familiare. Cioè si terrà conto dei componenti il nucleo familiare.

I dettagli della proposta e i costi

Entrando maggiormente nello specifico della proposta del deputato leghista, l'obiettivo che ci si propone di raggiungere a partire dal 2020 è un sostanzioso taglio delle tasse per i redditi tra i 35.000 euro e i 50.000 euro annui.

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In pratica, si tratterebbe dei contribuenti che attualmente pagano imposte per circa il 24% in media. Anche se Bitonci, nello stesso tempo, assicura che l'ipotesi su cui starebbe lavorando il suo partito porterebbe dei benefici anche sui contribuenti della fascia reddituale immediatamente precedente, cioè quelli con un reddito tra i 17.000 euro e i 35.000 euro annui che pagano in media tra il 16% e il 17%.

Per raggiungere questo obiettivo, secondo Bitonci, si starebbe pensando anche ad un'eventuale tassazione ridotta al 15% dei redditi incrementali da un anno all'altro. Senza dimenticare il settore produttivo. Infatti, per le imprese si starebbe ragionando su un ulteriore abbassamento dell'aliquota Ires, attualmente al 24% e che, nelle intenzioni della Lega, dovrebbe essere portata al 20% a partire dal 2021.

Per quanto riguarda le risorse necessarie per attuare questa riforma Bitonci non si è sbilanciato. Ma ovviamente ha ribadito che sarà necessario trovare le coperture.

Sul tema della riduzione del carico fiscale è intervenuto anche il titolare dell'Economia, Giovanni Tria. Nel corso di un'intervista al quotidiano romano La Repubblica Tria ha chiarito che il Governo sarebbe intenzionato a ridurre le aliquote irpef in particolare per le classi medie e i redditi inferiori.

Tanto è vero che lo stesso M5S, in queste ore, ha avanzato la proposta di ridurre le aliquote Irpef dalle attuali cinque a sole tre. Queste sarebbero il 23% per i redditi tra 10.000 euro e 28.000 euro, 37% per i redditi fino a 100.000 euro e 42% per i redditi oltre 100.000 euro. La cosiddetta "no tax area" verrebbe collocata tra gli 8.000 euro e i 10.000 euro annui. Ma se all'interno del nucleo familiare sono presenti dei minori verrebbe ampliata fino a 26.000 euro. Ma per far questo servirebbe trovare almeno 3-4 miliardi di euro. E, forse, sarà necessario mettere mano agli sgravi fiscali. Oppure con una nuova ondata di Spending Review. Staremo a vedere.

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