Il Decreto Crescita sta apportando notevoli cambiamenti all'interno del nostro ordinamento fiscale. Tra le diverse novità occorre segnalare quella riguardante l'imposta di bollo. Infatti, come sanno tutti gli addetti ai lavori e anche molti contribuenti l'imposta di bollo è quel tributo che ogni titolare di partita Iva è tenuto ad applicare sulle fatture di importo superiore a 77,47 euro. Per ogni transazione superiore a questo importo viene applicata un'imposta di 2 euro.

Tale importo viene incassato dall'azienda o dal professionista quale sostituto d'imposta. Quest'ultimo, infatti, rigirerà il totale complessivo incassato dalle sue transazioni all'Agenzia delle Entrate. Ora, con l'introduzione del Decreto Crescita il legislatore ha ampliato i poteri di verifica dell'Agenzia delle Entrate mediante l'utilizzo di procedure automatizzate per quanto riguarda l'annotazione e l'assolvimento dell'imposta di bollo, con riguardo particolare alle Fatture Elettroniche.

L'imposta di bollo sulle FE

La norma che ci interessa in questo caso specifico è l'articolo 12-novies del Decreto Legge 34/2019 così come modificato dallla Legge di conversione 28 giugno 2019 n°58.

Questa disposizione normativa, già nel suo primo periodo, specifica che l'Agenzia delle Entrate, ai fini del calcolo dell'imposta di bollo e in base ai dati indicati nelle stesse fatture elettroniche inviate attraverso lo SdI, integra i dati mancanti relativi all'assolvimento dell'imposta con delle procedure automatizzate.

Di conseguenza, l'AdE provvederà ad effettuare le dovute verifiche. Successivamente a tali verifiche provvederà a comunicare a tutti i soggetti passivi Iva sia l'imposta da pagare in base a quanto riportato e dichiarato nella fattura elettronica considerata, sia il maggior tributo dovuto sulle fatture dove non risulterebbe assolta correttamente l'imposta.

Non perdere le ultime news!
Clicca sotto sull’argomento che ti interessa. Ti terremo aggiornato con tutto quello che non puoi perdere.
Tasse Affari E Finanza

I casi residuali

L'articolo 12-novies del Decreto Crescita detta le regole che l'Agenzia delle Entrate deve rispettare nel caso in cui non sia possibile effettuare le verifiche automatizzate sulle fatture elettroniche inviate attraverso il Sistema di Interscambio. In particolare, viene specificato che se nelle fatture elettroniche non è stato correttamente indicato ( con la necessaria annotazione) l'assolvimento dell'imposta di bollo questa dovrà essere recuperata dall'AdE mediante le procedure ordinarie indicate dal DPR 642/1972, il cosiddetto Testo Unico sull'Imposta di Bollo.

Inoltre, l'articolo 12-novies stabilisce anche le relative sanzioni che l'Agenzia delle Entrate può irrogare in caso di mancato, parziale o insufficiente versamento dell'imposta dovuta. Queste sono pari al 30% del maggior importo dovuto. Comunque, dette sanzioni sono ridotte alla metà in caso di pagamento effettuato entro i 90 giorni dalla scadenza. Mentre, se il pagamento viene effettuato entro 15 giorni, le sanzioni sono ulteriormente ridotte e pari ad un quindicesimo per ogni giorno di ritardo.

Infine, l'articolo 12-novies stabilisce che queste nuove disposizioni sull'imposta di bollo si applicheranno a tutte le transazioni commerciali effettuate a partire dal 1 gennaio 2020.

Segui la nostra pagina Facebook!
Leggi tutto