L'Agenzia delle Entrate ha appena pubblicato sul proprio sito istituzionale il Provvedimento n°669173/2019 dell'8 agosto 2019 con il quale il Direttore dell'Agenzia dà ufficialmente il via a una sperimentazione di una nuova procedura di analisi del rischio di evasione fiscale principalmente indirizzata nei confronti di società di capitali e di persone, ma non le partita Iva individuali. In pratica vengono rafforzati i poteri di indagine finanziaria della Agenzia delle Entrate consentendo alla stessa di incrociare i dati presenti nell'archivio dei rapporti finanziari e di tutte le altre banche dati a disposizione dell'anagrafe tributaria.

In effetti, il provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle Entrate dà attuazione alle disposizioni contenute all'articolo 11, comma 4, del Decreto Legge 6 dicembre 2011 n° 201.

Tale Decreto detta "Disposizioni urgenti per la crescita. l'equità e il consolidamento dei conti pubblici". In particolare al Titolo III, rubricato "Consolidamento dei conti pubblici", al Capo I rubricato "Misure per l'emersione della base imponibile e la trasparenza fiscale" si trova l'articolo 11 che detta disposizioni specifiche sulla "Emersione della base imponibile".

Al comma 4 viene specificato che le informazioni delle banche dati a disposizione dell'anagrafe tributaria vengono utilizzate dall'Agenzia delle Entrate per l'individuazione dei contribuenti a maggior rischio di evasione da sottoporre a controllo.

Gli elementi che fanno scattare i controlli

Innanzitutto, il provvedimento dell'Agenzia delle Entrate si premura di precisare che i periodi di imposta per cui verranno avviati i controlli sono relativi agli anni 2016 e 2017.

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In merito a questi due periodi di imposta l'Agenzia delle Entrate effettuerà controlli nei confronti delle società di capitali e di persone per le quali si evidenziano delle incoerenze tra le disponibilità finanziarie risultanti dalle informazioni comunicate dagli stessi contribuenti o dai loro professionisti abilitati all'archivio dei rapporti finanziari e i ricavi dichiarati per gli anni di imposta soggetti a controllo, oltre ovviamente agli importi dichiarati per quanto riguarda l'Iva.

La procedura di controllo seguita dall'AdE

Il provvedimento dell'Agenzia delle Entrate detta anche la procedura da seguire per effettuare materialmente i controlli una volta individuati i soggetti da sottoporre ad ispezione. Il via alla procedura viene dato dalla Divisione Contribuenti dell'Agenzia delle Entrate che invia alle varie Direzioni Regionali e Provinciali l'elenco delle posizioni da sottoporre a controllo.

Per ognuna di loro vengono fornite informazioni circa il numero dei conti correnti e il totale aggregato dei saldi e dei movimenti dei rapporti finanziari. Oltre a queste informazioni di carattere primario vengono fornite anche tutte le altre informazioni che possono essere ritenute significative per un corretto svolgimento dell'indagine e che sono contenute nelle banche dati a disposizione dell'Anagrafe tributaria.

Le Direzioni Provinciali, a loro volta, dovranno effettuare una valutazione delle posizioni comunicate e inviare un feedback alla Direzione Centrale con modalità telematica.

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