La stagione della dichiarazione dei redditi 2026 è alle porte, ma migliaia di italiani potrebbero ricevere una brutta sorpresa nel portafoglio. Il motivo? Una svista commessa nel 2025. Se hai pagato visite mediche o esami in contanti, potresti aver già perso il diritto al rimborso del 19%.
Ecco la guida definitiva per capire cosa puoi ancora salvare e cosa, purtroppo, è perduto.
La regola della tracciabilità: dove scatta il "semaforo rosso"
La normativa sulla tracciabilità dei pagamenti è molto ferrea. Per ottenere la detrazione in sede di Modello 730/2026, la regola generale prevede che il pagamento sia avvenuto tramite sistemi tracciabili (bancomat, carte di credito, bonifici etc.).
Cosa non puoi detrarre se pagato in contanti:
- Visite mediche presso specialisti privati.
- Esami di laboratorio in strutture non convenzionate.
- Interventi chirurgici in cliniche private.
Le eccezioni che "salvano" il contribuente
Non tutto è perduto. Esistono delle deroghe fondamentali che permettono di utilizzare i contanti senza perdere il beneficio fiscale. È qui che molti contribuenti sbagliano, pensando di aver perso tutto.
- Farmacia e Parafarmacia: Medicinali (anche omeopatici) e dispositivi medici (es. occhiali da vista, aerosol, termometri) restano detraibili anche se pagati in contanti.
- Strutture Pubbliche o Accreditate (SSN): Se hai pagato il ticket in contanti presso un ospedale pubblico o una struttura privata convenzionata con il Servizio Sanitario Nazionale, la detrazione è salva
I documenti da preparare per il CAF o il precompilato
Per evitare contestazioni dall'Agenzia delle Entrate, non basta lo scontrino o la fattura.
Nel 2026, il controllo sulle transazioni sarà ancora più serrato. Assicurati di avere:
- Copia della transazione: La ricevuta del POS o l'estratto conto bancario che attesti il pagamento.
- Annotazione in fattura: La dicitura "pagamento tracciabile" inserita dal medico è utile, ma non sostituisce la prova del movimento bancario in caso di controlli diretti al contribuente.