Il Consiglio comunale di Napoli ha approvato la delibera relativa alle tariffe Tari per il 2026, confermando per il quarto anno consecutivo l’invarianza degli importi. Il provvedimento è stato votato a maggioranza, con il voto contrario di Forza Italia e Napoli Capitale Lega. L’assessore al Bilancio, Pier Paolo Baretta, ha illustrato in aula che l’amministrazione "ha mantenuto l’impegno preso con la cittadinanza" non aumentando la pressione fiscale e le tariffe della tassa sui rifiuti, "in un contesto economico ancora complesso per famiglie e imprese, caratterizzato da un costo della vita elevato".
Baretta ha spiegato che l’equilibrio dei conti è stato raggiunto senza ricorrere alla leva fiscale, ma migliorando la capacità amministrativa dell’ente e perseguendo una politica di equità tributaria.
Incremento delle utenze e impatto sul bilancio comunale
Nel corso della discussione è stato evidenziato che il miglioramento dell’attività di riscossione ha portato a un aumento di oltre 11.500 utenze domestiche, passate da 371.063 a 382.611, con una superficie tassata cresciuta di quasi 783.000 metri quadrati. Anche le utenze non domestiche sono aumentate di oltre 4.000 unità, da 59.128 a 63.199, con un incremento della superficie imponibile di 310.827 metri quadrati. L’allargamento della base imponibile e il recupero dell’elusione hanno generato due effetti principali sul bilancio comunale: la riduzione del costo di bollettazione da 264 a 260 milioni di euro, con un risparmio netto di 3 milioni, e la previsione di un gettito in entrata di 262,8 milioni di euro rispetto ai 260,7 milioni dello scorso anno, con maggiori entrate pari a circa 2 milioni, pur mantenendo le tariffe invariate.
Dettagli sulle tariffe e impatto del turismo
Per quanto riguarda il quadro tariffario, per le utenze domestiche si registrano diminuzioni fino a 8 euro all’anno, oppure variazioni contenute fino a un massimo di 18 euro annui per i nuclei familiari particolarmente numerosi. L’assessore Baretta ha sottolineato che il Comune ha scelto di non chiedere di più a chi già pagava correttamente, ma di far pagare chi finora contribuiva in misura inferiore al dovuto, perseguendo l’equità fiscale. È stato inoltre evidenziato l’impatto del turismo sul sistema rifiuti: nel 2025 Napoli ha registrato circa 20 milioni di presenze, che incidono sulla produzione di rifiuti e sui costi del servizio di igiene urbana.
Baretta ha auspicato un aggiornamento progressivo della normativa nazionale per tutelare i residenti delle grandi città d’arte.
Scadenze e modalità di pagamento della Tari 2026
La Giunta Comunale di Napoli ha fissato le scadenze per il pagamento delle rate di acconto della Tari 2026. La prima rata dovrà essere pagata entro il 30 settembre, la seconda entro il 30 ottobre e la terza entro il 30 novembre. È previsto un termine unico per il pagamento dell’acconto, fissato al 15 ottobre. Gli avvisi di pagamento includeranno il bonus sociale rifiuti per chi ne ha diritto. Il regolamento comunale prevede che il tributo sia pagato in quattro rate: le prime tre rate di acconto corrispondono al 75% dell’importo dovuto nell’anno precedente, mentre la rata di saldo, calcolata sulla base delle nuove tariffe, dovrà essere versata entro il 16 febbraio dell’anno successivo, salvo eventuali proroghe.