Si preannunciano giorni infelici per le migliaia di famiglie italiane che dovranno ricorrere all’antennista e sborsare spese extra per disintonizzare gli apparecchi Tv a causa dell’attivazione degli impianti 4G, che porteranno internet a banda ultra larga per chiavette, smartphone e tablet.
La tecnologia Lte (o 4G), come spiegato da Mario Frullone, direttore delle ricerche della Fub, che studia il tema per conto del Ministero dello Sviluppo Economico, porterà problemi a circa 700 mila antenne (ovvero, abitazioni).
Ad essere coinvolti sono gli 800 Mhz, ovvero la frequenza adiacente ad alcuni canali televisivi, che verranno disturbati dagli impianti 4G, accesi gradualmente proprio su questa frequenza a partire da gennaio 2013.
Si tratta d’impianti operati soprattutto da Wind, che ha le frequenze più vicine ai canali della tv digitale terrestre, Tim e Vodafone.
I costi dell'adeguamento degli impianti dovrebbero essere a carico degli operatori di telefonia. Come sottolinea sempre Frullone: “C'è un tavolo presso il ministero dello Sviluppo economico al quale partecipano gli operatori che hanno già dato la propria disponibilità a farsi carico degli oneri”. Per i cittadini che non riusciranno più a vedere la tv all’accensione degli impianti 4G, è prevista assistenza tramite un call-center che “attiverà uno degli operatori che provvederà al rispristino della qualità”, spiega Frullone.
Non sarà così per tutto il territorio comunque, infatti, i primi impianti 4G già accesi in alcune città italiane all'inizio di novembre, operano sulla frequenza di 1800 Mhz e quindi non disturbano la tv digitale terrestre.
TIM ha lanciato il servizio a Milano, Roma, Napoli e Torino; Vodafone a Roma e Milano; Tre ha un impianto test nel piccolo paese di Acuto (Fr), meno di 2000 abitanti; Wind non ha ancora annunciato l'avvio dei servizi 4G.