Che siano importanti i Social Media in campagna elettorale ce lo insegna la conquista di Palazzo Marino di Pisapia, una tattica infallibile quella del candidato odierno sindaco che ha messo in un certo imbarazzo la Moratti e i suoi sostenitori, poco preparati ad una gara che nelle ultime battute ha visto il digitale come nuovo protagonista. Ulteriore esempio nostrano di quanto web e politica si fondono in un unico discorso: Beppe Grillo e il Movimento 5 stelle. Se in Italia la situazione è limitata ad alcuni casi, negli Usa il fenomeno digitale nella politica assume circostanze ancora più sostanziose.

Nel paese dov’è nato il giornale online più diffuso al mondo, l’Huffington Post, avere una salda presenza in rete è importante, e molto. Se la foto di Obama, sul suo profilo Twitter al momento della rielezione, quando abbraccia la moglie Michelle è stata la più cinguettata di sempre, Romney d’altro canto è riuscito a perdere oltre che le elezioni ben 50 mila fan sulla sua pagina Facebook dal fatidico giorno dell’election day.

Facendo alcuni calcoli si è notato come Romney stia perdendo ben 847 fan all’ora! Romney non ha fatto il ‘massimo’ per cambiare le cose. Una volta sconfitto non ha più aggiornato la sua pagina Facebook  che comunque conta la bellezza di 12 milioni di fan, convintissimi e affezionatissimi.

L’ultimo aggiornamento risale a quando Romney ha aggiornato la pagina postando la foto di quando lui stesso saluta la folla dopo un suo discorso appena prima del fatidico giorno.

Ci si potrebbe chiedere invece, nell’epoca dei social network, se vale ancora il proverbio ‘gli amici si vedono nel momento del bisogno’, ma sarebbe pretestuoso trovare un alibi per Romney e il suo staff che comunque vagano come tutti noi utenti di Facebook attraverso le maglie di contatti digitali ormai controllabili solo con l’aiuto di veri professionisti del settore.