Autentico internauta o navigatore occasionale che si sia, sarà capitato a tutti di domandarsi che cosa effettivamente i propri amici virtuali pensino di noi: da oggi la curiosità potrà essere soddisfatta grazie a YouTell, l’applicazione nata per offrire agli utenti la possibilità di porre le più disparate domande e di ricevere risposte in forma del tutto anonima.
Amici, colleghi di lavoro o familiari, tutti i contatti virtuali presenti in rete potranno ricevere eventuali domande ed inviare i relativi feedback; il vantaggio rispetto alla comunissima funzionalità “Commenta” di Facebook è rappresentato dal fatto che il mittente del messaggio di risposta rimarrà assolutamente anonimo.
Evitare il faccia a faccia ed incentivare le persone a dire ciò che pensano realmente senza timore di ritorsioni o inimicizie: nonostante sia uno dispositivo virtuale, YouTell si pone come uno strumento utile ad intervenire concretamente nelle relazioni interpersonali tra individui, incrementandone il livello di qualità e depurandole dall’effetto ipocrisia che spesso le permea.
Il funzionamento dell’app appare poi semplice ed intuitivo: dopo essersi iscritti gratuitamente al sito - lo si può fare usando il proprio account Facebook o Twitter, oppure mediante un indirizzo di posta elettronica - bisognerà invitare la propria cerchia di amicizie ad entrare a far parte della rete di contatti YouTell.
Anche in questo caso la richiesta può essere inviata mediante social network o messaggi di posta elettronica.
A questo punto il più sarà stato fatto, non resterà infatti che porre le fatidiche domande e rimanere in attesa; il meccanismo di funzionamento ed efficacia dell’anonimato sarà chiaramente subordinato all’invito di molteplici amici ad entrare a far parte della propria rete su Youtell.
Chiunque vorrà poi rispondere a delle domande dovrà prima autenticarsi ed auto-collocarsi in una categoria a scelta tra “Amici”, “Colleghi di lavoro” e “Familiari”, da scegliersi ovviamente in base al tipo di relazione che si ha col soggetto che ha posto il quesito in prima persona.
A rendere ancora più sensazionale il tutto il fatto che è ad ideare l’app sia stato un tredicenne, per l’esattezza l’americano Daniel Singer. Inutile aspettare dunque, è giunto il momento di sapere cosa (realmente) la gente pensi di noi.