È da poco finito ilFestival di Sanremo, con una edizione che ha cercato di parlare, ancora più chenegli anni passati, ad un pubblico definito "nuovo", quello dei giovani, quellodei social network, quello della musica da scaricare.

A dire il vero questonon è un pubblico nuovo per la musica, Napster è nato nel 1999 poi ci sonoiTunes, YouTube, Spotify e tanti altri strumenti di cloud e streaming.

Il modello didistribuzione musicale che si sta imponendo, quello appunto fatto di download,streaming e condivisione dei contenuti, porta con se una serie di benefici pergli utenti finali, che vanno dalla facilità di ascolto e scelta dei contenutialla flessibilità dei mezzi di ascolto (basti pensare alle potenzialità ed alle performance degli ultimi smartphone).

E, a quanto emergedagli ultimi dati resi noti, porta benefici anche agli operatori, in quanto staportando nuova linfa ad un mondo che fa segnare trend negativi da più di diecianni.

Pensate che, graziead oltre 1,3 miliardi di click su YouTube, il sig. PSY col suo Gangnam Style haincassato qualcosa come 8 milioni di dollari, ovvero circa il 5% di quanto fatturatodall'intera industria musicale italiana.

La Fimi (laFederazione Industria Musicale Italiana), infatti, ha reso noto che ilfatturato del settore è stato, nel 2012, di 150,9 milioni di euro. Su questatorta il settore digitale vale ben il 24% (di questo il 22% e dovuto allostreaming), mentre il più tradizionale "mercato fisico" il 55%.