L'intelligenza artificiale compie un nuovo passo evolutivo grazie al lavoro dei ricercatori IBM, che hanno esibito in questi giorni il primo computer in grado di pensare come un essere umano. Il suo nome è Watson ed è stato presentato a Los Angeles.

La multinazionale americana ha investito molto su questo progetto. Si stima che l'apparecchio sia costato fino a un miliardo di dollari. Anche gli investimenti per lo sviluppo dell'interfaccia cognitiva sono stati ingenti; l'IBM ha dovuto creare una start-up apposita a questo scopo, finanziandola con cento milioni di dollari.

Il lavoro dei ricercatori è proseguito per diversi anni ed è stato molto complesso. Al termine del percorso di sviluppo, Watson si è dimostrato in grado di interagire con altri individui, strutturando livelli di pensiero speculari a quelli umani.

Michael Rhodin, Vice Presidente Senior di IBM, ha parlato dell'inizio di una nuova era per il cognitive computing. A partire da oggi il modo di pensare delle macchine sarà sempre più simile a quello umano. Questo significa che i computer saranno in grado di apprendere e di sfruttare le conoscenze acquisite per migliorare le proprie strategie di ragionamento. Ogni interazione offrirà quindi a Watson degli stimoli per elevare le proprie capacità cognitive, in modo da acquisire le competenze necessarie a risolvere quesiti sempre più complessi.

Watson non resterà un esercizio di stile, ma avrà comunque un'applicazione pratica. Nel prossimo futuro sarà utilizzato per migliorare le prestazioni dei servizi cloud offerte agli utenti IBM. Resta indiscusso che il computer appena svelato rappresenti una pietra miliare nel settore dell'intelligenza artificiale e un punto di non ritorno rispetto a quanto sia possibile realizzare nel campo dell'interazione tra uomo e macchina.