Nel 1996 il supercomputer Deep Blue di Ibm sfidò Kasparovagli scacchi e vinse, in questi giorni la società americana ha presentatoWatson, il supercomputer che “ragiona”.

Un altro passo avanti di quello che comunemente vienedefinita “intelligenza artificiale”. Ma cosa fa il nuovo gioiello della casa diArmonk? Frutto di un progetto iniziato nel 2007 al quale hanno contribuitooltre 90 ricercatori, Watson è in grado di rispondere a domande complesse.

Ilprocesso è semplice, si fa per dire: Watson raccoglie tutte le informazioni suWikipedia, le elabora e fornisce la risposta alla domanda. E per fare tutto ciòimpiega pochi minuti. Il segreto è nell’elevato numero di processori e dellamemoria astronomica di cui è dotato il super computer; ma non solo, i normalicomputer eseguono semplici ricerche per parole chiave, Watson opera in manieradiversa.

Quando gli viene posta una domanda, cerca di capire meglio cosa glistanno chiedendo, fa ipotesi multiple sul significato della domanda e avviaricerche in parallelo. I risultati delle ricerche vengono analizzati efiltrati, e successivamente ordinati per trovare la risposta più pertinentealla domanda.

Nel 2011 Watson è stato messo alla prova in un contestodavvero difficile: un quiz. Il super computer ha partecipato a Jeopardy, unoshow in onda negli Stati Uniti dal 1964.

Ai concorrenti vengono poste domandedi cultura generale. Watson si è battuto con gli altri concorrenti e, comeaccade agli umani, ha preso qualche toppa, ma alla fine ha vinto.

Recentemente a Los Angeles a Watson è stato chiesto se la vendita divideogame violenti dovrebbe essere vietata ai minori. Il super computer havelocemente analizzato tutte le teorie e gli studi pubblicati ed ha rispostoriassumendo le tesi senza prendere una posizione definitiva.

Anche in questocaso, come avrebbe fatto un umano.

Ed ora Watson è pronto ad affrontare la nuova sfida: il business.Infatti, grazie alle sue grandi capacità, potrà dedicarsi all’analisi eall’elaborazione dei Big Data. E come tutti sanno le informazioni valgono piùdell’oro.

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