È online la bozza della Dichiarazione dei Diritti in Internet elaborata dalla Commissione speciale voluta dalla presidente della Camera Laura Boldrini. Una dichiarazione dei diritti che ha l'ambizione di fondarsi "sul pieno riconoscimento di libertà, eguaglianza, dignità e diversità di ogni persona" poiché "la garanzia di questi diritti è condizione necessaria perché sia assicurato il funzionamento democratico delle istituzioni, e perché si eviti il prevalere di poteri pubblici e privati che possano portare ad una società della sorveglianza, del controllo e della selezione sociale".

La Dichiarazione, che prende avvio dall'articolo 8 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, si propone appunto come uno "strumento indispensabile per dare fondamento costituzionale a principi e diritti nella dimensione sovranazionale" per Internet. Per poter rappresentare pienamente l'ampiezza di questa dimensione la Commissione di studio è stata composta da 10 parlamentari attivi sui temi dell'innovazione tecnologica e dei diritti fondamentali, e 13 tra studiosi ed esperti, addetti ai lavori e rappresentanti delle associazioni.

Ma il vero valore di questa proposta sta nella possibilità di partecipare attivamente alla costituzione del testo con una consultazione pubblica che potrà aprire diversi spunti di riflessione.

Infatti, sebbene per il momento la bozza sia costituita semplicemente da un preambolo seguito da un elenco di 14 articoli che racchiuono principi e diritti che costituiscono dei buoni presupposti, dal 27 ottobre verrà avviata una consultazione pubblica sulla piattaforma Civi.ci per raccogliere commenti, critiche, proposte di modifica ed integrazione dai cittadini, dalle associazioni, dai rappresentanti delle imprese e, ovviamente, dalla politica.

Riconoscimento e garanzia dei diritti, diritto di accesso, neutralità della rete, tutela dei dati personali, diritto all'autodeterminazione informativa, inviolabilità dei sistemi e domicili informatici, trattamenti automatizzati, diritto all'identità, anonimato, diritto all'oblio, diritti e garanzie delle persone sulle piattaforme, sicurezza in rete, diritto all'educazione, criteri per il governo della rete.

Questi sono i punti toccati dalla bozza che, sebbene così formulata generi non poche polemiche (ad esempio l'articolo 10 sul diritto all'oblio, così formulato, rischia di affondare la sharing economy, basata sulla condivisione online delle reputazioni degli utenti), pone le basi per una regolamentazione di un territorio tanto affascinante quanto pericoloso, costituendo così un avanzamento significativo nella tutela degli utenti della Rete.

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