'Bufale' e notizie false da oggi avranno vita breve con Google che, grazie ad un algoritmo, classifica i risultati delle ricerche non per popolarità ma per affidabilità. La notizia arriva dal sito Arxiv.org. Attualmente, il sistema di ricerca classifica i risultati secondo la popolarità ponendo in cima le pagine con maggiori link da parte di altri siti e quelle più visitate. Questo meccanismo viene rivisto da un gruppo di sviluppatori di Google che intendono misurare il grado di affidabilità di un sito web anziché la popolarità talvolta ottenuta attraverso 'trucchi'.
Tale sistema è simile a quello già attivo e certificato di Honcode per l'informazione medica.
In che modo questo algoritmo determina l'affidabilità?
Il nuovo algoritmo chiamato Knowledge-Based Trust confronta affermazioni e fatti contenuti in una pagina sfruttando il Knowledge Vault, il gigantesco database automatico che Google sta costruendo e che racchiude ben 1,6 miliardi di fatti verificati. Ciò consentirà d'intercettare contenuti poco attendibili favorendo o penalizzando nel ranking i siti che li pubblicano online. Anziché quantificare i link in entrata il sistema, "conta il numero di fatti non corretti all'interno della pagina - spiegano gli autori - Una fonte con pochi fatti falsi è considerata affidabile e finisce in cima all'elenco''.
Gli sviluppatori aggiungono che "le notizie vengono estratte automaticamente da ogni fonte tramite metodi selettivi d'informazione già usati per costruire i nostri archivi".
Questo aggiornamento di Google segue la scia di Facebook che nel mese di agosto 2014 ha voluto scovare tutti quei link che ricorrono al click-baiting nel News Feed allo scopo di contenere la diffusione di notizie false. Tutto questo affinché il social network Facebook risulti una fonte d'informazione attendibile. L'algoritmo Knowledge-Based Trust è in fase di preparazione, quindi Google deve ancora integrarlo, ma già dal 21 aprile il colosso della ricerca darà maggiore visibilità ai siti più in linea col meccanismo dell'algoritmo che, a quanto si prevede, porrà fine alla carriera di tanti blogger improvvisati e pseudo-giornalisti.