Una settimana fa ho ricevuto un messaggio audio su Whatsapp, in cui una ragazza italiana parla di un giovane concittadino che trova un portafogli pieno di soldi e lo restituisce a un ragazzo marocchino che frequenta il Politecnico con lui. Questo musulmano si vuole sdebitare offrendo anche soldi, ma l'italiano rifiuta, allora il marocchino gli consiglia di non frequentare la metro di Torino il primo maggio, e di fidarsi perché lui sa anche se non parteciperà all'attentato.

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L'italiano, si dice, va dai carabinieri, ma non viene creduto.

La prima cosa che ho fatto è stato avvisare i miei parenti, poi, facendo delle ricerche ho scoperto che il due aprile 2015 la Stampa scrisse di una bufala web molto simile che riguardava però la città di Milano, per via della concomitanza dell'Expo. Il mezzo è identico, Whatsapp, il messaggio è molto simile. Un tizio arabo perde il portafogli, gli viene restituito da qualcuno che viene ringraziato con l'avviso di non frequentare posti affollati un determinato giorno.

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La squadra antiterrorismo milanese, dopo che monitora da tempo questi episodi, li ha definiti fenomeni riconducibili "ad un effetto suggestivo relativo agli attentati che si sono succeduti in Europa, in Asia, negli Stati Uniti e in altri Paesi", e quindi ha rassicurato tutti che non ci sia un reale pericolo. Il mese scorso ci fu un blitz antiterrorismo tra Torino e l'Albania, in cui venne arrestato un ventenne italiano di origine marocchina, autore di un documento di sessantaquattro pagine che reclutava combattenti al fianco dell'Isis.

Questa volta fu Facebook il mezzo di comunicazione principale che metteva in contatto questo ragazzo, più altri due, con Anas El Abboubi, uno dei foreign fighters italiani che risiede in Siria e si occupa del reclutamento.

Ovvio che dopo gli attentati in Francia, Tunisia, Yemen, Pakistan, la paura ci assalga, ma non dobbiamo abbandonarci alla disperazione, dobbiamo prenderne coscienza. Come diceva Mark Twain "il coraggio è resistenza alla paura e dominio della paura, ma non assenza di paura".

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