Secondo il blog "The Verge", entro il 2015 YouTube dovrebbe lanciare almeno due servizi a pagamento sulla linea di Apple Music, Spotify, Netflix e Sky. Ormai superata da Facebook, uno dei suoi più grandi rivali, la celebre piattaforma di condivisione video si trova costretta a rinnovare i suoi capisaldi per restare al passo con i tempi. "In questo modo - fa notare il blog che ha lanciato il rumor - il sito diventerebbe un mix di contenuti gratis supportati da annunci e altri a pagamento". Tra le priorità della nuova linea politica di YouTube rientrano sicuramente il fornire un numero più vasto di contenuti agli utenti e aumentare le possiblità di guadagno per i creatori dei video.

Una situazione difficile

Nonostante questo, però, la piattaforma ha anche il bisogno di monetizzare la sua popolarità. Alcune indiscrezioni di Wall Street, infatti, hanno fatto notare come il sito non generi guadagni esorbitanti, ma rimanga piuttosto "in pari". L'anno scorso, grazie ad una grande campagna pubblicitaria, sono stati ricavati "soltanto" quattro miliardi di dollari: poco più del necessario per coprire le spese per i contenuti, le infrastrutture tecnologiche e i dipendenti della società. Non bisogna dimenticare, inoltre, che l'entrata in gioco di un colosso come Facebook nel mondo dei video comporta serie ripercussioni anche per i siti già affermati. Pochi mesi fa, infatti, il social network di Mark Zuckerberg era riuscito a superare il famoso YouTube grazie all'innovazione dell'autoplay.

Idee per il futuro

Per risollevare la sua situazione, adesso YouTube mira a diventare un vero e proprio media globale, con tanto di tv, e ad abbandonare il suo stato di mero archiviatore di video. La stessa idea era già stata abbozzata nel 2012, quando la compagnia sborsò centinaia di milioni di dollari nel tentativo di creare dei canali simili a quelli della televisione. Stavolta, però, i servizi a pagamento seguiranno la linea di Spotify, Netflix, Sky ed Apple Music, e si svilupperanno, secondo alcune indiscrezioni, sotto forma di espansioni. In questo modo si approfondirà la formula già applicata a novembre per YouTube Music Key, che risulta ancora in fase di sperimentazione.