Il raggio che permetteva ai personaggi della celeberrima saga di fantascienza Star Trekdi spostare oggetti, potrebbe diventare uno strumento reale. Un gruppo di scienziati composto da ricercatori delle Università di Bristol e Sussex, in cooperazione con la startup Ultrahaptics, ha pubblicato sulla rivista Nature Communication un articolo dove dice di aver ideato e collaudato il raggio traente. Era lo strumento che consentiva a Kirk, capitano della nave spaziale Enterprise di Star Trek, di tirare a sé altre astronavi e sonde. Nella pubblicazione, gli scienziati spiegano come hanno fatto a sviluppare il primo raggio traente, in grado di avvinghiare e alzare un oggetto attraverso le onde sonore.

Come funziona il “raggio traente”

Il raggio traente è stato da sempre il leitmotiv degli autori di serie di fantascienza, ma ha stuzzicato anche l’immaginazione di molti ricercatori. Gli scienziati hanno utilizzato delle onde sonore che, propagandosi nell’aria, se sono abbastanza intense, sono in grado di spostare degli oggetti. Utilizzando diverse sorgenti sonore e combinandole tra loro si ottiene un “ologramma acustico”, con cui è possibile muovere un oggetto liberamente nello spazio e annullare la gravità.

Il metodo ha diversi campi di applicazione, come lo spostamento e il montaggio di cose delicate senza che avvenga contatto fisico, o il trasporto di strumenti medicinali miniaturizzati e farmaci all’interno di tessuti biologici.

Per ora è possibile muovere solo oggetti di piccole dimensioni, ma le potenzialità sono enormi.

Le dichiarazioni di alcuni componenti del team

Asier Marzo, studente e primo autore della ricerca, dice quanto sia stato straordinario vedere il primo oggetto catturato dal raggio traente. Bruce Drinkwater, afferma invece di come si fosse a conoscenza che le onde sonore potessero avere effetti sulla materia, ma l’equipe di cui fa parte ha imparato ad utilizzare il suono in una maniera estremamente sofisticata e nessuno era mai arrivato a quei livelli sino ad ora. Di tono simile anche il commento di Sriram Subramanian, professore di informatica presso l’Università del Sussex e tra gli ideatori di Ultrahaptics, che dice come con il loro strumento sia possibile maneggiare cose come se fluttuassero nell’aria. Ciò è permesso grazie all’interazione di dozzine di casse che generano un ologramma acustico con cui far eseguire molti movimenti agli oggetti all’istante e senza usare le mani.