Un gruppo di scienziati tedeschi ha provato in laboratorio un nuovo e rivoluzionare propulsore chiamato EM Drive, che potrebbe aprire le porte al primo motore 'warp', proprio come quello della famosa saga di Star Strek, capace di viaggiare più veloce della luce. Anche di fronte a fatti concreti, molti  accademici non riescono ad accettare la cosa, che secondo loro, andrebbe contro le leggi della fisica. Il team di ricercatori, guidato da Martin Tajmar dell'Università Tecnica di Dresde, ha presentato uno studio con risultati sperimentali per quanto riguarda il motore EM Drive (Electro Magnetic Drive). I risultati, resi pubblici presso l'Istituto Americano di Astronautica e Aeronautica di Orlando, hanno acceso una forte polemica, stando a quanto riportato dal portale sciencealert.com.

Il funzionamento del motore

L'EM Drive usa le microonde per convertire direttamente l'energia elettrica in spinta, senza la necessità di espellere nessun elemento propulsore. Per questo motivo molti sono gli scienziati d'accordo sul fatto che questo potrebbe essere il principio del motore a curvatura, in grado appunto di curvare spazio e tempo, viaggiando oltre la velocità della luce proprio come in Star Trek. "Le nostre misurazioni, rilevano propulsione, dopo aver studiato attentamente le interfacce termiche e elettromagnetiche, questo potrebbe rivoluzionare i viaggi spaziali", sostiene il documento scientifico intitolato Misurazioni dirette della propulsione dell'EM Drive  e possibili effetti secondari.

I dati della NASA

Il motore innovativo fu creato nel 2006 dal britannico Roger Shawyer e la ragione per cui la comunità scientifica risulta scettica è perché questo propulsore sfida le leggi della fisica.

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La NASA l'estate scorsa provò esitosamente il propulsore spaziale EM Drive e nel maggio 2015 portó a termine un esperimento nel vuoto. Stando ai dati dell'agenzia spaziale statunitense, una aeronave 'WarpStar-1', potrebbe arrivare sulla Luna in sole 4 ore e su Marte in soli 70 giorni, contro i 6 mesi attuali. Questo dimostra purtroppo, che spesso si ha paura del cambiamento, e la Scienza ufficiale non è disposta ad appoggiare, per qualche motivo, incredibili innovazioni. Fatto sta che, prima o poi, riusciremo ad esplorare l'universo e forse ad arrivare fisicamente su pianeti simili al nostro.