Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook, ha deciso di ampliare ulteriormente le funzionalità del proprio social network. A partire dall’anno prossimo Facebook potrà essere il luogo di incontro tra chi cerca e chi offre lavoro. È evidente il guanto di sfida lanciato a Linkedin, al momento il social network preferito a livello mondiale come punto di contatto tra le aziende in cerca di nuovi talenti e utenti in cerca di lavoro.

Facebook: croce e delizia

Se appare praticamente certo che tra qualche mese su Facebook si potrà trovare lavoro, c’è da dire che spesso il social network ha ‘condannato’ aspiranti lavoratori.

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Secondo una statistica, tra i motivi che spingono un datore di lavoro a non assumere chi abbia mandato una richiesta di lavoro, nel 35% dei casi si è deciso di scartare qualcuno dopo aver visionato il suo profilo Facebook.

Foto con alcoolici, riferimenti più o meno espliciti al consumo droga, immagini un po’ scandalose rese pubbliche sono tra le ragioni principali per cui si decide di cestinare il curriculum di un candidato. Zuckerberg, quest’anno, ha permesso a 300 aziende sparse per il mondo di testare la versione business del social network, che a breve (pochi mesi) dovrebbe essere estesa anche agli utenti.

Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook
Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook

Come sarà 'Facebook at work'

C’è da dire che il nome Facebook at Work non è stato confermato né smentito ufficialmente, quindi bisognerà aspettare il lancio ufficiale della nuova piattaforma per scoprirlo. Il Wall Street Journal ha fatto sapere che questa sarà simile sotto molti aspetti alla versione "normale" di Facebook. Sia graficamente, ma anche per quanto riguarda la maggioranza delle funzioni (aggiornamenti di stato, condivisioni di foto, utilizzo di una chat).

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Però, a quanto pare, i profili delle due versioni saranno separati. Per accedervi non basterà avere un account ‘regolare’. Bisognerà crearne un altro apposito per la piattaforma professionale. In questo modo, svago e lavoro rimarranno nettamente separati.

La parte del sito dedicata alla ricerca di lavoro dovrebbe essere simile a quella di Linkedin, secondo indiscrezioni. Inoltre, Facebook permetterà alle aziende di offrire (dietro pagamento) servizi di assistenza diretta ai clienti tramite le proprie reti, oltre ad alcuni tool di analisi dati.

La distanza tra datore e richiedente lavoro nel 2016 si accorcerà ulteriormente. Se è vero che negli ultimi anni più della metà dei dipendenti di un’azienda sono stati trovati tramite ricerche online, era pressoché inevitabile che anche uno dei 4 siti più visitati al mondo aprisse le porte ad una versione ‘business’ del proprio social network.

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