Il cielo ci offre occasioni, eventi splendidi non solo per ammirare la bellezza, per farci suggestionare da brillante romanticismo ma anche per farsi catturare dalla curiosità e riflettere, comprendere cose che sembrano oscure.Iniziare la grande sfida d ella conoscenza osservando il cielo con strumenti sempre più precisi..

L'evento

Il prossimo evento sarà il prossimo 9 maggio, giorno in cui potremo ammirare il passaggio di Mercurio fra la Terra ed il Sole, così da rendere visibile la sua forma sulla superficie del sole dopo le 13,20 ora italiana.

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Solo due pianeti sono visibili in questo modo, come minuscole eclissi e non per riflessione notturna della luce solare, Venere e Mercurio, i due pianeti interni. L'evento in cui è protagonista Mercurio avviene circa 13 volte in un secolo, l'ultima volta è avvenuto nel 2006. Le piccole dimensioni del pianeta rendono necessario utilizzare binocoli o telescopi per poter ammirare la passeggiata di Mercurio sulla superficie del Sole dal nostro punto di vista terrestre.

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Ovviamente è necessario utilizzare lenti schermanti per i raggi solari ed evitare gravi danni agli occhi.

La Nasa organizza una diretta su web per rendere godibile lo spettacolo anche a chi non ha a disposizione la strumentazione. La durata dell'evento è di circa sette ore e mezza. 

La curiosità per il cielo, Mercurio ed Einstein

La voglia di ammirare il cielo per ammirare i fenomeni è una bella spinta ad accrescere la curiosità per l'universo e comprenderne le leggi e la ragione di certi fenomeni. Le prime testimonianze della capacità di predire le eclissi e simili fenomeni risale al mondo assiro babilonese, per poi toccare livelli stupefacenti nel mondo greco.

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Scienza

Per chi ha curiosità per la Scienza esiste un motivo speciale per sentire il richiamo dell'evento del 9 maggio. La previsione della precessione del perielio dell'orbita di Mercurio con una precisione accettabile è dovuta alla relatività generale.

Mentre tutto il resto del sistema solare è descritto con grande precisione dalle leggi di Newton, la precessione del perielio dell'orbita di Mercurio presenta un anticipo di 43" di arco ogni secolo.

Varie ipotesi sono state fatte per giustificare le osservazioni di Urbain Le Verrier, compresa la presenza di un pianeta più interno di Mercurio, la cui interazione giustificasse il dato sperimentale. Invece la spiegazione scientifica fu ottenuto con lo stravolgimento della teoria e della nostra idea dell'Universo. Una grande rivoluzione dovuto ad un piccola differenza fra la previsione di un evento ed il dato sperimentale. Solo così abbiamo potuto predire l'evento con questa precisione.

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Certo la diretta della Nasa potrà convincere molti bambini e giovani a volgere il naso in su con curiosità ed affascinarsi per astrusi calcoli. 

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