Lo streaming pirata è un fenomeno molto diffuso, tanto che molte società distributrici di film legalmente venduti, cercano di arginare il fenomeno. Una sentenza della Corte di Giustizia Europea ha lasciato tutti con un palmo di naso. Infatti hanno stabilito che è illegale soltanto la possessione di un film piratato, perché sono stati violati i diritti di copyright, che vengono corrisposti con l'acquisto del prodotto. Visualizzare un video presente sulla rete non rientra in questa casistica in quanto non c'è il possesso materiale, quindi a violare i diritti non è chi lo sta guardando ma chi lo ha messo in rete.

Lo streaming pirata e il problema sollevato dalla Brein

La Brein è un gruppo anti-pirateria olandese, che in collaborazione con le autorità spagnole ha mosso le accuse di pirateria per quei siti internet che offrono materiale in streaming e liberamente visualizzabile. Alla base delle accuse c'è la violazione dei diritti d'autore, sostendendo che chi li visualizza si macchia della stessa colpa. Secondo la giustizia europea non è così, colui che rappresenta il consumatore finale e sta guardando un contenuto in streaming di fatto non sta commettendo alcun reato. La Brein adesso teme che in una situazione in cui la pirateria online sta aumentando in maniera progressiva, questa sentenza potrebbe cambiare radicalmente la situazione dei contenuti in streaming online, favorendone ancora di più la diffusione.

Vedere e non possedere, questo è il dilemma!

Parafrasando una celebre frase di un'opera di Shakespeare, ecco la motivazione che sta alla base per la sentenza della Corte di Giustizia Europea. La domanda era: "E' legale riprodurre temporaneamente un contenuto via streaming se è presente su un sito di terze parti dove è stato reso disponibile senza permesso?".

In pratica quello che la Brein voleva mettere in evidenza, è che se le leggi europee considerano un reato mettere in rete dello Streaming pirata senza autorizzazione, è ovvio che anche chi lo guarda è nella stessa posizione di reato. In tutta risposta l'U.E. attraverso la sua Corte di Giustizia risponde in maniera negativa: "La Commissione Europe, non crede che i consumatori violino le leggi guardando materiale pirata in streaming" scrive nel verbale redatto in merito alla situazione, e conclude dicendo che "la riproduzione di un contenuto presente in streaming sul web, non corrisponde al possesso di materiale piratato, quindi non c'è reato per l'utente finale". Per la Brain questo è "uccidere" i diritti d'autore e lo streaming legale.