Parte dalla lontana Australia il progetto sperimentale che l'ufficio tributario locale ha messo in pratica con il fine di stanare eventuali evasori fiscali attraverso il controllo di ingenui post che ostentano ricchezza. I due social network al centro del mirino sono i popolarissimi Facebook e Instagram. Già, nell'era del digitale anche gli enti addetti alle questioni fiscali imparano, si aggiornano ed eseguono innumerevoli controlli tratti dai post condivisi. Le squadre australiane di specialisti nell'analisi dei dati può in poco tempo individuare gli evasori grazie alle tracce del loro stile di vita.

E funziona. L'Australian Taxation Office è riuscito a recuperare oltre 10 miliardi di dollari australiani di Tasse non pagate

I social come cartelli pubblicitari

Sui social network si promoziona ogni tipo di attività, da quella commerciale al proprio stile di vita. Ed è proprio dallo stile di vita delle persone o quanto meno, per quello che viene raccontato nelle migliaia di profili e pagine Facebook e Instagram che gli uffici fiscali di mezzo mondo traggono validissimi dati su cui lavorare. La crescita continua delle informazioni a disposizione del vasto pubblico del web è diventato luogo di ricerca.

Una vera caccia agli evasori potrebbe scaturire da una semplice fotografia o da un commento. Un mare di indizi che uniti ad una approfondita analisi di documenti e controlli incrociati hanno portato alla luce un'infinità di illeciti.

La situazione italiana

In un'Italia dove la corruzione e soprattutto l'evasione fiscale occupano una pagina nera della storia nazionale anche le nuove tecnologie giocano un ruolo importante nel tentativo di contrastare il dilagare dei fenomeni.

La circolare 16/E dell'Agenzia delle Entrate dello scorso 28 aprile annunciava un notevole cambiamento del Fisco che riguardano gli strumenti a disposizione nella lotta contro illeciti in materia tributaria. L'esperienza australiana piace, si è resa estremamente efficace ed è assolutamente in linea con il rispetto della privacy, perché i dati analizzati sono stati pubblicamente promossi dagli stessi infrattori.

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