Questa mattina Whatsapp è stato down per circa un'ora, per poi tornare a funzionare regolarmente. I casi di down maggiori si sono registrati in Europa e nel sud-est asiatico. Quanto accaduto oggi sta diventando quasi la normalità per gli utenti dell'app di messaggistica istantanea più famosa al mondo. Se è vero che i server vengono sottoposti a pesantissimi stress, è altrettanto vero che i cinque blackout del 2017 stiano diventando un numero preoccupante. In più, ci si mette anche il silenzio dei tecnici, che mai hanno dato spiegazioni circa la natura del guasto che ha poi portato al down dell'applicazione.

Il quarto down di Whatsapp in un anno

La rotellina in movimento è il segnale che il server di Whatsapp è "caduto", come dicono gli addetti ai lavori. E' successo oggi, a distanza di poco più di due mesi dall'ultimo down globale, avvenuto il 31 agosto. Ad inizio maggio, il giorno 3, un'altra caduta, che interessò l'Italia per circa 4 ore, dalle 22 alle 2 di notte. Nello stesso mese, Whatsapp andò in tilt per poco più di 60 minuti. Era il 17 maggio. Da Facebook, che ha acquisito l'app nel 2014, mai una spiegazione, se non un semplice "Ci scusiamo per il disagio". Una frase di circostanza, valida per un "ambiente" limitato, non se riferita ad un problema che coinvolge milioni di persone in tutto il mondo.

L'ultimo blackout in ordine cronologico più recente nel mondo dei social network si era registrato lo scorso 11 ottobre. In quella data, oltre a Facebook risultò irraggiungibile anche Instagram. Entrambe le applicazioni sono di proprietà di Mark Zuckerberg, che acquistò il popolare social network basato sulle foto e sulle cosiddette "stories" nel lontano 2012, cinque anni fa. L'acquisizione di Whatsapp, a fronte di una spesa record pari a 19 miliardi di dollari, risale invece al 2014.

Se Whatsapp piange, Twitter ride

Quando Whatsapp smette di funzionare, così come Facebook e Instagram, c'è un'applicazione che - metaforicamente - se la ride. Si tratta di Twitter. Qui si riversano gli utenti lasciati "per strada" dalle altre applicazioni, segnalando a colpi di tweet il problema.

Nella giornata odierna, mentre l'app di messaggistica istantanea risultava offline, su Twitter diventava di tendenza l'hashtag #whatsappdown. Un "cinguettio" ormai familiare, utilizzato dagli stessi possessori di Whatsapp che in precedenza hanno visto andare in down la propria applicazione. Immaginate se Zuckerberg un giorno decidesse di acquistare Twitter e si verificassero gli stessi problemi. Che cosa succederebbe?