La Mi Band 3, la smartband di Xiaomi, è stata un successo planetario con oltre un milione di pezzi venduti nel mondo nei primi giorni di commercializzazione. La sua evoluzione, la Xiaomi Mi Band 4, presentata l'11 giugno e destinata ad approdare in Italia ufficialmente il 26 giugno al prezzo di 35€ con schermo Amoled a colori da 0,95 pollici, rilevamento del battito cardiaco continuo, impermeabilità fino a 5 ATM (50 metri) e autonomia stimata di 20 giorni (la stessa del modello precedente) ambisce ad essere al polso di tutti gli amanti dei wearable, ma rischia di essere già superata, perché nell'ultimo anno qualcosa è cambiato.

La Mi Band 4 è la più economica smartband a colori, ma la qualità è da un'altra parte

Xiaomi, che si appresta a doppiare le vendite con la quarta generazione della sua celebre smartband, ha dimostrato come un miglioramento continuo e l'attenzione verso il costo finale possano fare la differenza. L'azienda cinese ha sempre ascoltato i desideri degli utenti, lo dimostra l’evoluzione della Mi Band che è passata da essere un semplice tracker senza schermo nella prima versione, a integrare schermi a bassissimo consumo nella Mi Band 2 e 3, per poi fare un salto decisivo con la quarta edizione che, finalmente, forte di uno schermo Amoled a colori, permetterà una migliore visibilità sotto il sole.

La Mi Band 3 aveva pochi talloni d'Achille, soprattutto se rapportati al prezzo: uno di questi era lo schermo illeggibile all'aperto. Gran parte del lavoro è stato fatto su questo elemento che ora è un pannello Amoled da 0,95 pollici con risoluzione 120x240 pixel a 16.000 colori. Le alternative sono già sul mercato da circa un anno: Fitbit ad aprile ha presentato il FitBit Inspire al prezzo di 70€ per la versione base senza il rilevatore di battito cardiaco continuo (altrimenti il costo sale a 99€).

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I sensori sono più affidabili, ma lo schermo è ancora un Oled monocromatico come quello della Mi Band 3 della quale l'Inspire era il diretto concorrente, almeno fino ad oggi, con la Mi Band 4 che aspira ad essere di un'altra categoria, anche se rischia di essere un gigante dai piedi d'argilla.

Samsung all'attacco della fascia economica

Nonostante il display a colori, l'azienda cinese garantisce ancora una volta 20 giorni di autonomia grazie alla batteria migliorata che sale a quota 135 mAh ed è un piccolo record in un mondo di smartwatch ben più costosi che faticano ad arrivare a fine giornata.

La Mi Band 4, invece, grazie anche al suo design compatto e al peso inesistente (22g) può essere indossata la notte e misurare anche le fasi del sonno, sfruttando anche i dati del battito cardiaco a riposo per monitorare lo stato di salute.

Il Samsung Gear Fit però riesce a fare meglio: si carica in un istante grazie alla basetta magnetica, e risulta anche molto più preciso nel rilevamento del sonno. Senza contare che il corpo in metallo, simile a quanto fatto da FitBit con l'Alta, risulta molto più solido della costruzione in plastica della Mi Band, per non parlare dell'applicazione: Fitbit è inarrivabile, ma Tizen a bordo del Gear Fit rende la smartband quasi un piccolo smartphone e l'applicazione fitness di Samsung è più completa: il prodotto del colosso sudcoreano vale tutti i 99€ che costa, sia in termini di precisione che di affidabilità e di supporto.

Fine di un impero?

La Mi Band 4 rischia di essere in ritardo di un anno. In questi mesi, infatti, gli appassionati avranno più di un motivo per aspettare di acquistare la versione europea piuttosto che quella cinese sui siti, e attendere diverse settimane per ricevere la propria band. Quest'anno Xiaomi si trova a rincorrere Huawei che lo scorso ottobre con la Honor Band 4 e Honor Band 3 Pro ha realizzato dei dispositivi economici (49 e 99€ online) con schermo a colori e modulo GPS integrato, come anche i francesi di Garmin che a partire dal Garmin Vivosport 4 già hanno integrato uno schermo Oled a colori e un GPS molto preciso, per non parlare dell’applicazione Garmin, una delle più professionali (è la stessa che viene applicata ai più costosi smartwatch della serie Forerunner).

Certo, la Mi Band 3 ha venduto oltre un milione di pezzi nei primi giorni e altrettanti in un anno, ma siamo sicuri che questo garantisca un futuro per la linea di Xiaomi? I concorrenti non stanno a guardare e hanno tutti tagliato i prezzi per avvicinasi all'offerta estremamente economica della band cinese, ma portando una qualità che Xiaomi al momento non è in grado di garantire per quel prezzo. La battaglia delle band economiche è appena iniziata e si gioca, strano a dirsi, sulla qualità.

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