L’utilizzo della piattaforma Zoom è aumentato molto nell’ultimo mese a livello globale, a causa del lockdown disposto per contrastare la diffusione della pandemia da Covid-19. Il Ceo della società Eric Yuan ha voluto investire sulla privacy dei propri utenti implementando dal 9 maggio il sistema di sicurezza e introducendo password e crittografia per l'accesso alle videochiamate.

La società dell'app Zoom ha deciso di introdurre nuove misure di sicurezza per garantire la privacy dei suoi utenti

Secondo quanto riportato dall’Ansa, gli analisti di Senson Tower hanno rilevato che l’app Zoom ad aprile è stata scaricata 131 milioni di volte, circa 60 volte in più rispetto ad aprile del 2019.

Zoom risulta al momento la app per le videochiamate più scaricata al mondo. Una curiosità è che Zoom ha superato, per numero di download, anche il social media cinese TikTok scaricata ad aprile da 107 milioni di utenti.

Per prevenire il fenomeno dello 'zoombombing', il Ceo di Zoom ha deciso di investire su sicurezza e privacy. Il fenomeno dello ‘zoombombing’, ossia l’irruzione di ospiti indesiderati e non autorizzati durante una videochiamata, è in aumento sopratutto negli Stati Uniti tanto che l’FBI ha deciso di diffondere un comunicato per invitare le persone a segnalarne immediatamente i casi. Con l’aggiornamento del 9 maggio, Zoom dovrebbe finalmente aver risolto questo problema puntanto sulla privacy e sulla sicurezza dei propri utenti.

Il Ceo della società di Zoom Eric Yuan ha deciso di investire sulla implementazione della app inserendo crittografia end-to-end e richiedendo l'inserimento di una password ai suoi utenti.

Sono tre le modifiche apportate dal 9 maggio sulla piattaforma di videochiamate Zoom

Una delle modifiche riguarda le password rese ora obbligatorie per partecipare ad una videochiamata.

Oltre al link della stanza dal 9 maggio l’host dovrà condividere con gli altri partecipanti alla videochiamata anche un personale codice di autenticazione. Un secondo livello di sicurezza riguarda le sale di attesa. Anche se un utente sconosciuto dovesse riuscire ad ottenere le password di accesso, verrà comunque bloccato e resterà in attesa di una seconda autorizzazione.

L’ultimo miglioramento riguarda la condivisione dello schermo, che come impostazione base al momento è consentito solamente all’host, cioè all’organizzatore della videochiamata. Soltanto l’host ora potrà stabilire con quali utenti condividere lo schermo.

Il Ceo di Zoom Eric Yuan fa sapere che la chiave di crittografia non si trova sui server di Zoom e ha precisato che la società non ha accesso al contenuto della chiamata. Un utente di Zoom che organizza una riunione potrà optare per l’implementazione della crittografia end-to-end, impedendo in questo modo a chiunque di collegarsi alla videochiamata e inoltre potrà decidere di disabilitare la registrazione della chat su cloud.

Zoom ha deciso di investire su Keybase per la crittografia end-to-end

Il team di ingegneri di Keybase, startup di New York specializzata in questo tipo di sistemi. ha introdotto sulla piattaforma di videochiamate Zoom un servizio di messaggistica e di file-sharing molto più sicuro. Il Ceo di Zoom fa sapere che la Keybase sarà in grado di garantire riunioni crittografate in modalità end-to-end a tutti gli account a pagamento. Il nuovo servizio messo a punto da Keybase è incluso nell’offerta a pagamento di Zoom, non nel servizio gratuito. Per tutelare ulteriormente gli utenti, quindi, dal 9 maggio gli account di base gratuiti possono utilizzare le password per tutte le riunioni. Questa implementazione rappresenta un elemento importante per gli utenti di Zoom in quanto fornisce maggiori sicurezze sul delicato tema della privacy.

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