L'Associazione Nazionale 'Dalla Parte Del Consumatore' in collaborazione con la Confconsumatori di Brindisi e l'Osservatorio Lidu, che studia i fenomeni di usura, estorsione e sovraindebitamento, insieme all'ACU Calabria, è alle prese con un preoccupante e sempre più crescente numero di denunce giornaliere di utenti, caduti vittime di truffe informatiche. Con cadenza quotidiana, gli sportelli del Coordinamento dell'Associazione, dispiegati su scala nazionale, sono presi d'assalto da segnalazioni di truffe in rete, da parte di molteplici malcapitati che hanno perso il proprio denaro giacente su carte di credito o conto corrente.

I consigli da seguire per scongiurare le truffe informatiche

Negli ultimi mesi, sono davvero in molti coloro i quali hanno denunciato di essere stati frodati a livello informatico, vedendosi violati anche attraverso un impossessamento illecito dei propri dati personali a opera di terzi, in particolar modo, da quanto si apprende dal Coordinamento dell'Associazione 'Dalla Parte Del Consumatore', la casistica che più di frequente viene lamentata riguarda diversi e specifici fenomeni quali il phishing, ovvero, un tentativo di impossessarsi illecitamente dei riferimenti personali, quali coordinate bancarie o di conto corrente postale, al fine di riuscire a impiegare il denaro di proprietà dell'ignaro utente o addirittura delle carte di credito.

Tale fenomeno, si realizza attraverso una mail posticcia, che viene inviata al consumatore da parte di un Istituto di credito che chiede al malcapitato l'inserimento dei suoi dati personali.

E ancora, le truffe informatiche possono trarre origine dal fenomeno dello smishing, una variazione del phishing, che si perpetra attraverso l'invio di sms sul proprio cellulare, contenente sempre una richiesta di inserimento dati personali.

E infine il vishing, ossia, una truffa posta in essere telefonicamente, assai diffusa. Quello che il consumatore può fare, secondo quanto consiglia l'Associazione Nazionale 'Dalla Parte Del Consumatore, nella persona del responsabile del suo coordinamento, l'avvocato brindisino Emilio Graziuso, è innanzitutto informarsi in maniera approfondita su tali e imperanti insidie che la rete tende a una vasta platea di utenti.

La sensibilizzazione e l'informazione, infatti, sono la prima e più efficace forma di prevenzione delle frodi on line.

Poi, sicuramente, avendo acquisito le conoscenze necessarie per individuare e sventare le truffe informatiche, qualora si dovesse essere raggiunti da richieste illecite del genere, non si deve dare assolutamente alcun seguito alle stesse, e laddove, l'utente si rendesse conto di essere stato frodato, suggerisce Graziuso, questi deve rivolgersi, con prontezza, al proprio Istituto di credito o alla società che gestisce la propria carta di credito, per bloccare sia il conto che la carta, e impedire che i propri dati personali vengano riutilizzati nuovamente. Il cittadino, dovrà poi sporgere regolare denuncia alla Polizia Postale e provvedere a inoltrare alla propria banca o società di gestione della propria carta di credito, una diffida con contestuale richiesta di rimborso delle somme che ha perduto in maniera furtiva, allegando una copia della suddetta denuncia sporta presso la Polizia Postale.

Nella circostanza in cui il destinatario di tale diffida dovesse esimersi da qualunque responsabilità e quindi non accordare il rimborso delle somme di denaro richieste, laddove ne ricorrano gli estremi, sarà possibile ricorrere a una azione giudiziale, preceduta necessariamente da un tentativo di mediazione per la conciliazione, oppure rivolgersi all'Arbitro Bancario Finanziario. Proprio questa figura di mediazione si è più volte espressa in favore della vittima di truffa informatica, stabilendo che è un onere spettante alla banca e parimenti alla società di gestione della carta di credito dell'utente, quello di dimostrare in maniera incontrovertibile di aver adottato una modalità di autenticazione, riconoscendo quindi in capo agli stessi, colpa grave e accordando il diritto al rimborso-risarcimento al consumatore.