Alphabet, la holding che controlla Google, ha annunciato il 22 dicembre 2025 l’accordo definitivo per acquisire Intersect Power, sviluppatore energetico e infrastrutturale per data center, al costo di 4,75 miliardi $ in contanti più debito. L’operazione, attesa in chiusura entro la prima metà del 2026, segna una svolta strategica nel garantire energia affidabile e sostenibile all’espansione dei servizi di intelligenza artificiale.

Obiettivi dell’acquisizione e contesto

L’acquisizione include il team di Intersect e i progetti energetici e per data center in sviluppo o in costruzione, mentre gli asset operativi in Texas e California rimangono esclusi e continueranno sotto il controllo degli investitori attuali, come TPG Rise Climate e Climate Adaptive Infrastructure.

Sundar Pichai, CEO di Alphabet, ha dichiarato che «Intersect ci aiuterà a espandere la capacità, operare con maggiore agilità nella realizzazione di nuove generazioni di energia in sincronia con i carichi dei data center e reinventare soluzioni energetiche per guidare l’innovazione e la leadership statunitense».

Strategia energetica: bypassare i colli di bottiglia della rete

Il paradigma tradizionale basato su Power Purchase Agreements (PPA) si scontra con congestioni delle reti e ritardi nelle connessioni. Alphabet punta quindi a una strategia di integrazione verticale: possedere direttamente le risorse energetiche, evitando attese prolungate per l’interconnessione alla rete pubblica.

Intersect realizza “data parks” accanto a fonti rinnovabili (solare, eolico) e sistemi di accumulo, abbattendo le perdite di trasmissione e aumentando efficienza e velocità di deployment.

Dimensione dell’impegno e impatto sulla capacità energetica

Intersect gestisce un portafoglio di asset valutato circa 15 miliardi $ in esercizio o in costruzione, con circa 10,8 GW previsti entro il 2028, oltre 20 volte la capacità della diga di Hoover.

Un progetto di rilievo è il parco solare con accumulo nella contea di Haskell, Texas: previsto operativo nel 2027, fornirà centinaia di megawatt ed è co-locato con un campus di data center Google.

Trend attuali e competizione energetica tra hyperscaler

La domanda di energia da parte dei data center, oggi attorno al 6 % del consumo totale degli Stati Uniti, è stimata crescere fino all’11 % entro il 2030, alimentando una corsa tra Big Tech per garantire fonti energetiche adeguate.

Alphabet si inserisce in una sequenza di iniziative analoghe: investimenti in fusioni, partnership come quelle con NextEra per estendere la generazione energetica, e il finanziamento ad aziende innovatrici come Fervo (geotermia) o Kairos Power (micro-reattori nucleari).

Governance post-acquisizione e continuità

Intersect manterrà la sua identità operativa e il proprio CEO, Sheldon Kimber, continuando ad agire come entità separata ma in stretta collaborazione tecnica con Alphabet, in particolare nei progetti comuni come Haskell County.

Il mantenimento degli asset esclusi sotto l’attuale proprietà garantisce continuità di servizio per i clienti esistenti di Intersect.

Alphabet sottolinea inoltre il proprio impegno nella transizione energetica avanzata: il deal facilita l’ingresso di tecnologie avanzate come geotermia, accumulo a lunga durata e gas con cattura del carbonio, oltre a sfruttare l’AI per accelerare la connessione delle fonti alla rete e favorire efficienza energetica nelle comunità vicine ai data center.

Implicazioni e prospettive

Questo passaggio rappresenta una risposta proattiva ai limiti infrastrutturali che ostacolano l’espansione dell’intelligenza artificiale. Investire in generazione energetica propria significa anticipare rischi di blackout, tensioni sulle reti e costi competitivi crescenti.

La strategia di “sovereign energy” di Alphabet, ossia controllo diretto delle risorse energetiche, stabilisce un nuovo standard nell’integrazione tra tecnologia e infrastruttura verde.

In prospettiva, il modello di Intersect potrà estendersi oltre la sola alimentazione dei servizi Google, configurando un’offerta infrastrutturale neutra sul mercato AI e cloud, pur con un chiaro vantaggio competitivo per Alphabet.