Nella settimana dell'11 gennaio 2026, numerosi utenti di Instagram hanno ricevuto email automatiche per il reset della password, generando allarme e speculazioni su un possibile data breach.
Meta, la capogruppo del social network, ha negato che il suo sistema sia stato compromesso. Secondo l'azienda, la causa delle email indesiderate sarebbe da attribuirsi a un’«azione esterna» che ha sfruttato una vulnerabilità tecnica, ma senza alcuna violazione delle infrastrutture interne. Il problema è stato risolto, ha assicurato l’azienda, invitando gli utenti a ignorare i messaggi e scusandosi per la confusione.
L’asserzione di Instagram, diffusa tramite un post su X (ex‑Twitter), recita: “We fixed an issue that let an external party request password reset emails for some people. There was no breach of our systems and your Instagram accounts are secure. You can ignore those emails — sorry for any confusion.”
Allarme per la sicurezza degli account
Pochi giorni prima, l’azienda di cybersecurity Malwarebytes aveva sollevato il caso di una presunta fuga di dati, riferendo che informazioni sensibili relative a circa 17,5 milioni di account Instagram – come nomi utenti, email, numeri di telefono e indirizzi fisici – erano in vendita nel dark web. Tali dati sarebbero il frutto di una vulnerabilità dell’API risalente al 2024, sfruttata per uno scraping massivo.
La risposta di Meta e le rassicurazioni
Meta ribadisce la non compromissione dei propri sistemi e collega l’incidente esclusivamente a una funzione difettosa che permetteva richieste di reset non autorizzate. Il messaggio inviato via X trasmette rassicurazioni: non c’è alcun rischio per gli account, la questione è stata risolta e gli utenti non devono preoccuparsi.
Phishing e rischi per gli utenti
Anche in assenza di password compromesse, la fuga di dati elencati – soprattutto se recenti – offre materiale prezioso per campagne di phishing o attacchi di impersonificazione. Anche senza un breach diretto, il rilascio di dati tramite scraping rappresenta una minaccia tangibile. Si raccomanda cautela, suggerendo password robuste e l’attivazione dell'autenticazione a due fattori (2FA) tramite app, non SMS, per garantire una difesa più solida.
Le implicazioni future per la sicurezza online
L’episodio mette in luce due dinamiche oggi rilevanti: da un lato, la difficoltà di distinguere tra incidente tecnico e violazione nei sistemi; dall’altro, la necessità di policy più stringenti sulle API, soprattutto quando trattano dati personali. Lo scraping di massa e i leak di dati pubblicati clandestinamente richiedono risposte normative e architetturali nuove.
Per la sicurezza digitale e la SEO, diventa sempre più importante sensibilizzare gli utenti sul riconoscimento delle email autentiche. Instagram ha sottolineato che ogni comunicazione ufficiale arriva esclusivamente da @mail.instagram.com.
Resta da chiarire il livello di responsabilità di Meta nella gestione delle API: molti osservatori ritengono che il problema non sia solo tecnico, ma sistemico, e richiede trasparenza su possibili vulnerabilità pregresse.
In sintesi, nonostante i timori iniziali, Instagram non ha confermato alcun accesso non autorizzato interno. Tuttavia, l’intersezione tra dati presuntamente trapelati e l’anomalia dei reset evidenzia come la sicurezza online coinvolga oggi aspetti tecnici, comportamentali e di design, richiedendo strategie integrate tra piattaforma, utente e regolatore.