La controversia tra le startup tecnologiche HR Rippling e Deel continua a suscitare attenzione nel settore. Al centro della vicenda vi sono accuse di spionaggio aziendale, con Rippling che ha denunciato la presunta assunzione di una “talpa” al proprio interno da parte di Deel. La disputa si è sviluppata principalmente in sede civile, con la presentazione di documenti e testimonianze che delineano un quadro complesso di presunti comportamenti scorretti.

Le accuse nel procedimento civile

Rippling ha intentato una causa civile nel marzo 2025, accusando Deel di spionaggio industriale, violazione dei segreti commerciali, concorrenza sleale e racket (RICO).

Secondo la denuncia, un dipendente irlandese, Keith O’Brien, sarebbe stato reclutato come agente infiltrato. O’Brien avrebbe avuto accesso a Slack, Google Drive e Salesforce, raccogliendo dati sensibili su clienti, roadmap prodotto e strategie di vendita.

Un elemento chiave della vicenda è rappresentato dalla creazione di un canale Slack fittizio (#d‑defectors) da parte di Rippling e dall’invio di una lettera legale ai vertici di Deel. Il presunto spia avrebbe cercato subito il canale, secondo quanto emerge dalle carte del procedimento.

Le dinamiche descritte nelle testimonianze

Il documento legale sostiene che almeno altre quattro aziende concorrenti sarebbero state colpite da uno schema simile, definito “Bouaziz Racketeering Enterprise”, guidato dal CEO Alex Bouaziz e dal padre Philippe.

Secondo la denuncia, sarebbero stati impiegati messaggi istantanei, contatti con dispositivi usa e getta e pagamenti in criptovalute.

L’affidavit di O’Brien presentato in un tribunale irlandese descrive presunti compensi mensili e comunicazioni criptate, oltre a pagamenti tramite account collegati alla famiglia dei manager. O’Brien avrebbe distrutto il cellulare dopo essere stato raggiunto da un atto legale e avrebbe tentato di lasciare il Paese, per poi decidere di collaborare con Rippling.

Impatto finanziario e scenario competitivo

Nonostante la crisi legale, Deel ha continuato a raccogliere capitale, arrivando a una valutazione di circa 17,3 miliardi di dollari dopo un round da 300 milioni condotto da Ribbit Capital e Andreessen Horowitz.

Rippling, dal canto suo, si attestava su un valore di 16,8 miliardi dopo un round da 450 milioni.

Il settore HR tech si trova così al centro di una vicenda giudiziaria che mette in luce le sfide reputazionali, normative e di governance per le startup. Il quadro rimane in evoluzione, con attesa per i prossimi sviluppi del procedimento civile e attenzione agli effetti sulle strategie aziendali e sulla fiducia degli investitori.