Il Super Bowl LX, tenutosi l’8 febbraio 2026, ha segnato un punto di svolta cruciale: l’intelligenza artificiale non è più soltanto un tema di discussione, ma si è affermata come strumento creativo diretto. Due brand, Svedka e Anthropic, hanno adottato strategie nettamente divergenti, ma entrambe mirano a esplorare il ruolo dell’AI nel settore del marketing.

Svedka: il primo spot quasi interamente generato dall’AI

Svedka ha presentato “Shake Your Bots Off”, uno spot pubblicitario definito come il primo annuncio nazionale del Super Bowl creato in larga parte con l’intelligenza artificiale.

La celebre Fembot è tornata in scena affiancata dal nuovo Brobot, interagendo in un contesto festoso umano grazie all’AI sviluppata da Silverside. L’azienda ha dedicato circa quattro mesi all’addestramento dei modelli per replicare espressioni facciali e movimenti corporei, mentre la sceneggiatura è rimasta un processo creativo di competenza umana.

Nonostante l’assenza di attori umani, la campagna sovverte le aspettative. L’intento dichiarato è esplicitamente pro-umano: la Fembot invita gli spettatori a disconnettersi dalla tecnologia per riscoprire l’esperienza umana attraverso la danza e l’interazione reale.

Anthropic: una satira intelligente sull’AI pubblicitaria

Anthropic, al contrario, ha optato per un approccio provocatorio.

La sua pubblicità per Claude non si concentra sulle funzionalità tecniche, ma sviluppa una narrativa competitiva incisiva. Nello spot, la parola “Betrayal” introduce tentativi di un chatbot di promuovere prodotti disparati, interrompendo conversazioni personali. Il messaggio finale è chiaro: “Ads are coming to AI. But not to Claude”.

Questa mossa ha scatenato un acceso dibattito mediatico. Sam Altman di OpenAI ha definito lo spot “chiaramente disonesto”, prendendo le distanze da una visione di AI satura di pubblicità. La controversia ha dominato i social media e i canali di informazione, amplificando notevolmente la visibilità dello spot ben oltre la trasmissione del Super Bowl.

Il contesto: l’AI pervasiva nel Super Bowl LX

L’iniziativa di Svedka e Anthropic si inserisce in un quadro più ampio: il Super Bowl 2026 è stato caratterizzato da una presenza massiccia di campagne che integrano l’AI. Meta ha promosso occhiali intelligenti Oakley, Amazon ha ironizzato sulle paure digitali con Alexa+, mentre Google ha presentato il modello Nano Banana Pro per il design domestico. Anche altri brand come Ring, Ramp, Wix e Hims & Hers hanno impiegato l’AI in modo funzionale o narrativo nei loro spot.

Dietro questa proliferazione si cela un motivo strategico fondamentale: l’AI nella pubblicità genera attenzione virale e costruisce identità tecnologiche credibili. Tuttavia, come dimostra l’esempio di Svedka, non si tratta sempre di una mera ottimizzazione dei costi.

Spesso rappresenta un investimento mirato nello storytelling e nella percezione del brand.

Trasformazione culturale e scenari futuri

L’impiego dell’AI nel Super Bowl riflette un’evoluzione epocale nella comunicazione commerciale. Non si tratta più solo di trasmettere messaggi al pubblico, ma di instaurare conversazioni attraverso tecnologie emergenti. Svedka e Anthropic hanno delineato due direzioni opposte — celebrativa e critica — che guardano entrambe al futuro, trasformando il Super Bowl non solo in un evento sportivo, ma in un simbolo del cambiamento nel marketing.

La sfida attuale consiste nel rendere queste operazioni pratiche sostenibili. Se l’AI offre nuove frontiere espressive, essa richiede altresì un’etica rigorosa che tuteli la creatività, l’esperienza utente e la trasparenza. Per il prossimo anno, la domanda chiave sarà: quali brand sapranno adottare l’AI senza compromettere la fiducia del pubblico?