Ultrahuman ha svelato il suo nuovo smart ring, il Ring Pro, un dispositivo innovativo che arriva in un momento cruciale. L'azienda indiana è infatti impegnata a ricostruire la propria presenza negli Stati Uniti dopo una battaglia legale persa contro Oura, che aveva bloccato l'importazione dei precedenti modelli.
Un anello ripensato per aggirare il blocco
Il Ring Pro è il terzo dispositivo indossabile di Ultrahuman e promette fino a 15 giorni di autonomia, un netto miglioramento rispetto ai 4-6 giorni del Ring Air. Con un design completamente rivisto e un peso aumentato solo del 5-6%, il nuovo anello è in fase di preordine a livello globale (esclusi gli Stati Uniti), con spedizioni attese a partire da marzo 2026.
Questa mossa strategica non è casuale. A ottobre 2025, la US International Trade Commission ha stabilito che Ultrahuman aveva violato i brevetti di Oura, inibendo l'importazione dei suoi smart ring negli Stati Uniti. Oggi, l'azienda si affida al Ring Pro e a una nuova progettazione interna per ovviare alle restrizioni, in attesa di ottenere il via libera dal Customs and Border Protection per poter importare legalmente i dispositivi.
Caratteristiche tecniche e strategia industriale
Il Ring Pro non è solo più autonomo: integra una nuova architettura del sensore per il rilevamento della frequenza cardiaca durante il sonno, un doppio processore per potenziare l'elaborazione on-device e può memorizzare fino a 250 giorni di dati sanitari.
Parallelamente, una recente documentazione FCC svela ulteriori dettagli: il Ring Pro sarà disponibile in numerose colorazioni come Raw Titanium, Matte Gray, Silver, Gold e Aster Black, in taglie da 5 a 14. Il dispositivo utilizza Bluetooth Low Energy e un'antenna a chip da 2450 MHz, elementi che suggeriscono un ridisegno interno volto a evitare i precedenti ostacoli legali.
Il contesto del settore e le sfide legali
Il mercato degli smart ring è in forte crescita: nel 2025 le spedizioni sono aumentate dell'80% anno su anno, trainate dalla domanda di wearable compatti con elevata autonomia e funzionalità avanzate per il tracking del sonno. Oura mantiene oltre due terzi della quota di mercato, mentre Ultrahuman si posiziona al secondo posto.
Ultrahuman ha reagito alla sconfitta legale sia legalmente sia tecnicamente: ha presentato una contro-denuncia per violazione di brevetto presso l'Alta Corte di Delhi e ha accelerato lo sviluppo del Ring Pro, sperando in un ritorno rapido sul mercato statunitense.
Strategie operative e prospettive future
Il lancio del Ring Pro rappresenta una doppia strategia: da un lato si punta su un prodotto tecnicamente superiore per riconquistare il favore dei consumatori; dall'altro, il redesign mira a superare gli ostacoli legali. Se il via libera dell'US Customs arriverà, Ultrahuman potrà tornare nel mercato più importante della categoria.
L'azienda mantiene un fatturato trainante: con un fatturato operativo di circa 64 milioni di dollari nell'anno fiscale concluso a marzo 2025, e un fatturato annualizzato stimato in 150 milioni di dollari, resta redditizia nonostante l'impatto dei costi legali, dei dazi e del redesign.
Intanto, la scadenza dei documenti FCC a maggio potrebbe preludere a un lancio imminente del Ring Pro.
In sintesi, Ultrahuman scommette sul Ring Pro come chiave per riprendere il confronto competitivo con Oura, combinando innovazione tecnica e resilienza legale.