Carl Pei, co-fondatore e CEO di Nothing, ha scosso il mondo della tecnologia al South by Southwest (SXSW) del 2026 con una previsione audace: entro pochi anni, le applicazioni tradizionali sugli smartphone potrebbero essere completamente sostituite da agenti di intelligenza artificiale (AI). Pei ha evidenziato come gli attuali smartphone siano ancora vincolati a strutture "pre-iPhone", necessitando un'evoluzione per rispondere alle future esigenze.
Inefficienza delle app e sistema operativo AI
Il CEO di Nothing ha criticato l'attuale paradigma degli smartphone, definendolo inefficiente a causa di schermi di blocco, home screen e app store distinti.
Ha esemplificato questa inefficienza con l'uso di molteplici app per attività semplici, come organizzare un incontro. La sua soluzione è un'AI proattiva integrata nel sistema operativo, capace di comprendere le intenzioni a lungo termine degli utenti e di eseguire azioni senza interazioni manuali. Questo sistema operativo agente-centrico diventerebbe l'unica "app", anticipando e soddisfacendo automaticamente ogni esigenza, dalla playlist per l'allenamento allo spegnimento delle luci.
Transizione e critiche all'AI
Pei ha riconosciuto che questa trasformazione non sarà immediata, stimando un orizzonte di sette-dieci anni. Il passaggio all'AI richiederà tempo, anche per il legame emozionale con le app.
Tuttavia, è convinto che l'AI, riducendo le attività noiose, migliorerà la qualità della vita. Ha criticato molti produttori per l'integrazione di funzionalità "AI" senza reale utilità, citando Apple Intelligence come esempio di innovazioni limitate a "qualche emoji generata". Ha ribadito l'importanza di un'AI concretamente funzionale e significativa.
Nonostante la crescente concorrenza di dispositivi come gli occhiali AR, Carl Pei ha riaffermato che lo smartphone, potenziato dall'AI, manterrà il suo ruolo centrale nella vita quotidiana. La sua visione apre un dibattito su come l'AI trasformerà l'interazione con i nostri dispositivi.