Il delicato equilibrio tra innovazione AI e il controllo dei marketplace digitali è al centro del caso di Anything, un'applicazione di “vibe coding” che è stata rimossa per ben due volte dall'App Store di Apple. La startup, che permette agli utenti di creare app iOS tramite comandi in linguaggio naturale, si è scontrata con le rigide regole di Apple, in particolare la clausola 2.5.2 delle linee guida dell'App Store, che proibisce l'esecuzione di codice scaricato all'interno delle app.

La doppia rimozione dall'App Store

La vicenda di Anything ha preso il via il 26 marzo 2026, quando Apple ha rimosso l'applicazione.

Gli aggiornamenti dell'app erano già stati bloccati da dicembre 2025, nonostante un'approvazione iniziale senza problemi fino alla fine dell'anno precedente, come dichiarato da Dhruv Amin, co-fondatore di Anything.

Nel tentativo di conformarsi alle direttive, Anything ha proposto una versione modificata che replicava le app generate in un browser esterno, con l'obiettivo di aggirare il divieto di esecuzione di codice. Tuttavia, Apple ha respinto questa soluzione, ritirando nuovamente l'app dallo store e richiamando ancora una volta la clausola 2.5.2.

Un breve ripristino dell'app è avvenuto il 3 aprile 2026, ma è stato di breve durata. Apple ha infatti negato la possibilità a Anything di promuoversi come un “app maker”, ponendo fine, almeno per il momento, alla sua presenza nell'App Store.

La clausola 2.5.2: il cuore del problema

La politica di Apple è esplicita riguardo le applicazioni: “Le app non possono scaricare, installare o eseguire codice che introduca o modifichi funzionalità dell'app… Le app devono essere autonome”. Questa direttiva, nota come clausola 2.5.2, penalizza in modo significativo gli strumenti di vibe coding, i quali per loro natura generano ed eseguono codice in maniera dinamica.

Questa non è una presa di posizione ideologica contro l'intelligenza artificiale o il vibe coding, ma piuttosto l'applicazione di una regola architetturale consolidata. Apple ha chiarito di non avere una politica specifica contro questi strumenti, ma di applicare la linea guida 2.5.2 in modo uniforme a tutte le violazioni.

Le vie alternative di Anything: iMessage, desktop e Android

Di fronte agli ostacoli posti dall'App Store, Anything sta esplorando diverse vie alternative. Il recente lancio di una funzionalità che consente di creare applicazioni attraverso la piattaforma iMessage rappresenta un tentativo di aggirare parzialmente le restrizioni dell'ecosistema iOS. Contemporaneamente, la startup sta sviluppando un'applicazione complementare per desktop, un ambiente dove le stringenti regole di controllo di Apple non trovano applicazione diretta.

Dhruv Amin ha inoltre espresso la possibilità di un'espansione verso il sistema operativo Android, descritto come un ecosistema più aperto e potenzialmente più favorevole agli strumenti di vibe coding.

Il dibattito generale tra Apple e la comunità degli sviluppatori

La situazione di Anything non è un caso isolato. Apple ha infatti bloccato gli aggiornamenti anche per altre applicazioni di vibe coding, come Replit e Vibecode, sempre in base alla medesima clausola 2.5.2. Questo evidenzia una linea di controllo più stringente sull'intera categoria di strumenti di sviluppo basati sulla generazione dinamica di codice.

Tim Sweeney, CEO di Epic Games, ha espresso pubblicamente la sua posizione sulla piattaforma X, affermando che “Apple deve smettere di bloccare le app di strumenti di sviluppo il prima possibile”. Sweeney ha richiamato la storica tradizione di Apple, risalente all'Apple II, dove ogni dispositivo offriva la possibilità di programmare autonomamente.

L'incremento esponenziale degli strumenti di AI per lo sviluppo di applicazioni ha portato a un aumento dell'84% nelle submission all'App Store in un solo trimestre. Questo fenomeno sta esercitando una notevole pressione sul processo di revisione delle app, che è ancora gestito da personale umano.

In un contesto dove l'intelligenza artificiale sta democratizzando lo sviluppo di applicazioni, questa controversia segna un bivio cruciale: proseguire l'innovazione all'interno dei confini dell'ecosistema Apple o esplorare orizzonti più aperti. Nel frattempo, Anything e altri sviluppatori sono in prima linea, adattando le proprie strategie e modelli per garantire compatibilità, proporre alternative o perseguire l'indipendenza.