Il governo australiano ha introdotto una significativa riforma nella sua politica verso le grandi piattaforme digitali. Il 28 aprile 2026, è stato presentato un disegno di legge che mira a imporre una tassa sui ricavi nazionali di aziende come Meta, Google e TikTok, qualora non stipulino accordi commerciali con gli editori locali. Questa iniziativa rappresenta il secondo tentativo dell'Australia di garantire che le Big Tech compensino adeguatamente il giornalismo, dopo il precedente codice di contrattazione mediatica del 2021.
Il News Bargaining Incentive (NBI)
Il nuovo progetto di legge, denominato News Bargaining Incentive (NBI), prevede una tassa del 2,25% sui ricavi australiani delle piattaforme digitali menzionate, a meno che non raggiungano intese con gli editori di notizie locali. Il ministro delle comunicazioni, Anika Wells, ha enfatizzato come sia "solo giusto" che queste grandi piattaforme contribuiscano al lavoro giornalistico che arricchisce i loro feed e genera significativi introiti. Il meccanismo del NBI è stato concepito per incentivare le aziende tecnologiche a negoziare con un'ampia gamma di editori, offrendo crediti fiscali considerevoli per gli accordi stipulati. L'obiettivo è generare tra 200 e 250 milioni di dollari australiani per sostenere il giornalismo australiano.
Le reazioni delle Big Tech e le critiche
La proposta ha suscitato forti critiche da parte delle multinazionali tecnologiche. Google ha messo in discussione l'utilità del provvedimento, mentre Meta lo ha definito "semplicemente sbagliato", etichettandolo come una "tassa sui servizi digitali". Entrambe le aziende sostengono di avere già accordi in essere con diversi media e criticano l'esclusione delle piattaforme di intelligenza artificiale dalla regolamentazione. In passato, Meta aveva aggirato il codice di contrattazione del 2021, una mossa che aveva portato a significativi tagli di posti di lavoro nelle redazioni australiane. Il nuovo NBI è stato specificamente progettato per eliminare tali scappatoie, assicurando che le piattaforme versino la tassa indipendentemente dalla pubblicazione di notizie.
Implicazioni per il futuro del giornalismo
Con l'intento di proteggere e promuovere il giornalismo, il disegno di legge esclude esplicitamente le piattaforme di intelligenza artificiale, come quelle di OpenAI, con il governo che intende affrontare la loro regolamentazione attraverso altri canali. L'obiettivo primario è garantire che i giornalisti, considerati essenziali per una democrazia informata, ricevano una giusta compensazione per il loro lavoro. Il primo ministro Anthony Albanese ha ribadito la ferma posizione del paese sulla sovranità nazionale, sottolineando che le decisioni sono prese nell'esclusivo interesse dell'Australia. Questa iniziativa potrebbe fungere da modello per altre nazioni, tra cui Canada, Brasile e i paesi dell'Unione Europea, che stanno esplorando approcci simili.
Il progetto di legge ha ricevuto il sostegno dei principali editori nazionali, i quali hanno espresso la loro preoccupazione per la continua minaccia al giornalismo professionale e hanno accolto il disegno di legge come un "passo critico" per la salvaguardia dell'informazione in Australia. La presentazione al Parlamento è prevista per l'inverno australiano, e questa legislazione potrebbe rappresentare un momento chiave nella regolamentazione del rapporto tra media e piattaforme tecnologiche, assicurando un finanziamento stabile per il giornalismo di qualità.