Il 28 aprile 2026, la Corte Suprema degli Stati Uniti ha esaminato il caso Chatrie v. United States, contestando la costituzionalità dei mandati di ricerca geofence. Questi strumenti permettono alle forze dell'ordine di richiedere dati di localizzazione a giganti tecnologici come Google per identificare dispositivi in un'area e un tempo specifici, rischiando di coinvolgere individui innocenti. Il caso riguarda una rapina in banca del 2019, dove gli investigatori emisero un mandato geofence a Google, che fornì dati anonimizzati, poi identificò Okello Chatrie.
Condannato a oltre undici anni, Chatrie ha appellato invocando il Quarto Emendamento, sostenendo che il mandato permetteva un approccio "prima cerca e poi sviluppa sospetti". La Corte è apparsa divisa; gli esperti prevedono limitazioni, non un divieto totale dei mandati geofence.
La posizione della Corte Suprema
I giudici non hanno pienamente accolto le tesi di Adam Unikowsky, avvocato di Chatrie, che riteneva i mandati geofence troppo generici per il Quarto Emendamento. La giudice Sonia Sotomayor ha osservato che il mandato non era generico, identificando luogo, crimine e intervallo temporale. La Corte sembra voler evitare una pronuncia ampia, preferendo limitare la portata temporale e geografica dei mandati.
Implicazioni e bilanciamento
Google ha iniziato a conservare i dati di localizzazione sui dispositivi degli utenti, riducendo l'efficacia dei mandati geofence. Le implicazioni giuridiche sono significative, potendo stabilire precedenti per l'uso dei dati tecnologici nelle indagini e nella protezione della privacy. Limitazioni ai mandati geofence comporterebbero maggiori restrizioni per la polizia nella raccolta di prove digitali. Sebbene una sentenza favorevole a Chatrie potrebbe non aiutarlo (le prove furono ammesse anche se la ricerca fu dichiarata illegale), il caso è cruciale per l'adattamento del diritto alle nuove tecnologie. Il dibattito evidenzia come i mandati geofence siano strumenti invasivi, richiedendo un delicato bilanciamento tra sicurezza pubblica e diritto alla privacy.