SpaceX, l’azienda aerospaziale fondata da Elon Musk 24 anni fa, ha finalmente reso pubblica la documentazione per la sua quotazione in Borsa. Quando debutterà sui mercati finanziari, Musk continuerà a occupare un ruolo centrale, mantenendo le cariche di CEO, CTO e presidente del consiglio di amministrazione.
Il corposo dossier pubblicato dopo la chiusura dei mercati di mercoledì mostra quanto l’azienda si sia evoluta rispetto agli esordi, quando il focus principale era sui razzi riutilizzabili. Pur restando fedele all’ambizione di rendere l’umanità una specie multiplanetaria, SpaceX si è trasformata in un colosso tecnologico attivo nei satelliti, nell’intelligenza artificiale e in numerosi progetti ad alta innovazione, diventando una delle società private più preziose al mondo.
La quotazione
La quotazione, prevista entro la fine dell’anno sul listino Nasdaq, potrebbe consacrare SpaceX tra le aziende pubbliche con la maggiore capitalizzazione globale. Per fare un confronto, oggi il primato appartiene a NVIDIA, valutata circa 5.400 miliardi di dollari. Il ticker scelto da SpaceX per il debutto sarà “SPCX”.
Il documento regolatorio, noto come S-1, offre il quadro più dettagliato e trasparente mai visto finora sulla situazione finanziaria e operativa dell’azienda. L’IPO si preannuncia storica: si stima che possa raccogliere circa 75 miliardi di dollari, con una valutazione complessiva intorno a 1.750 miliardi.
Nel filing emergono anche i rischi e le sfide legali che la società dovrà affrontare.
Ben 36 pagine sono dedicate ai fattori di rischio, comprese le controversie nate dopo l’integrazione delle attività di intelligenza artificiale e social media legate a Musk. Secondo la stessa SpaceX, queste dispute potrebbero costare oltre 530 milioni di dollari.
Alcune informazioni erano già trapelate nelle settimane successive alla presentazione confidenziale del documento presso la U.S. Securities and Exchange Commission il 1° aprile. Secondo quanto riportato, SpaceX avrebbe registrato nel 2025 una perdita di circa 4,9 miliardi di dollari, a fronte di ricavi superiori ai 18 miliardi.
Starlink, cuore del business
Il cuore del business resta oggi Starlink, il servizio di internet satellitare che da solo ha generato oltre metà del fatturato aziendale nell’ultimo anno, con ricavi intorno agli 11 miliardi di dollari.
Tuttavia, il percorso di crescita è stato estremamente costoso: dalla fondazione a oggi, le perdite cumulative della società superano i 37 miliardi di dollari.
Anche xAI, la società di intelligenza artificiale creata da Musk e recentemente integrata in SpaceX, sta pesando sui conti. Nel 2025 circa il 60% degli investimenti in capitale dell’azienda — pari a circa 20 miliardi di dollari — è stato destinato alla divisione AI, che include il chatbot Grok. Nonostante gli enormi investimenti, questa divisione ha continuato a generare perdite miliardarie e ha registrato una crescita dei ricavi di appena il 22%, molto inferiore rispetto ai ritmi di espansione dichiarati dai principali laboratori di intelligenza artificiale avanzata.