La startup Phia, co-fondata da Phoebe Gates e Sophia Kianni, è accusata di cookie stuffing, pratica che le avrebbe permesso di appropriarsi di commissioni da transazioni non generate tramite la sua estensione browser. Un'inchiesta ha rivelato come l'estensione inserisca i propri codici di affiliazione durante l'acquisto, sovrascrivendo i referral legittimi anche quando l'utente arriva al sito del venditore autonomamente o tramite un altro affiliato, il tutto senza consenso esplicito.
Le accuse e le verifiche tecniche
L'indagine ha evidenziato che l'estensione di Phia apre schede in background durante il checkout.
L'applicazione impone il proprio ID di referral, sostituendo quello originale generato da altri affiliati o dagli utenti, senza alcun click esplicito. È stato sottolineato che il marketing di affiliazione prevede commissioni solo a fronte di un click reale, escludendo quelli fittizi o simulati.
Impatto e reazioni immediate
Le pratiche di cookie stuffing attribuite a Phia hanno avuto ripercussioni immediate. La piattaforma Impact.com ha sospeso la startup, bloccando temporaneamente le attività legate alle commissioni. Phia ha dichiarato di aver implementato le modifiche necessarie per risolvere il problema, ma resta incerto se tali interventi basteranno a ristabilire la fiducia di retailer e partner.
Cookie stuffing: un problema noto
Il cookie stuffing non è un fenomeno nuovo. Questa tecnica fraudolenta permette a un affiliato di ricevere commissioni per vendite non generate. Precedenti includono il caso di Shawn Hogan, condannato per frode informatica nel 2014, e le critiche all'estensione Honey di PayPal, oggetto di class action per aver sostituito link affiliati al checkout, catturando vendite anche senza offrire coupon.
Phia: contesto e scenari futuri
Lanciata nel 2025, Phia si presentava come assistente di shopping AI per trovare prezzi più bassi e codici sconto. Aveva raccolto oltre 40 milioni di dollari da investitori celebri come Kim Kardashian e Hailey Bieber, guadagnando terreno con un'estensione browser per il confronto prezzi.
La controversia attuale rischia di compromettere la reputazione del progetto, specialmente se i partner saranno riluttanti a ripristinare le collaborazioni. La vicenda sottolinea l'importanza di trasparenza e legittimità nell'affiliate marketing, dove il cookie stuffing mina la fiducia. Resta da vedere come Phia affronterà questa sfida in un settore dove l'etica digitale è una risorsa strategica.