I rimborsi che le compagnie telefoniche potrebbero essere costrette a riconoscere ai propri clienti potrebbero essere addirittura milionari. Secondo una recente analisi effettuata da Sos Tariffe si tratterebbe di un importo di circa 1 milione e 160 mila euro. E ci riferiamo, esclusivamente, ai nuovi clienti del 2017. Perché se dovessero essere inclusi anche i clienti più anziani si tratterebbe di un vero e proprio bagno di sangue per i big delle telecomunicazioni. Ma su quale base si è arrivati a determinare un importo di tale grandezza e quali potrebbero essere le conseguenze sul mercato e sui consumatori?

Vediamo.

Come si determina il rimborso

Secondo quanto riportato dal portale specializzato nelle tariffe telefoniche, ogni cliente, in media, nel corso del periodo di tempo in cui è stata in vigore la fatturazione a 28 giorni ha pagato almeno 2,09 euro in più al mese. In pratica, si tratta di circa 27 euro all'anno in più. Di conseguenza, una stima prudenziale porta a ritenere che ogni cliente dovrà vedersi restituiti poco meno di 20 euro.

Cosa stabilisce la delibera Agcom

Questi importi sono stati calcolati tenendo conto di quanto stabilito nella delibera dell'Agcom. Questa, infatti, stabilisce che i rimborsi vanno calcolati a partire dalla data del 23 giugno 2017. Perciò, a partire da tale data le compagnie telefoniche devono stornare i corrispettivi calcolati in base al numero dei giorni in cui gli utenti non hanno usufruito del servizio a causa del disallineamento tra i due periodi di fatturazione a 28 giorni e mensile.

La data scelta dall'Agcom rappresentava il termine concesso alle compagnie telefoniche per riallinearsi alla fatturazione mensile. Dato che nessuna compagnia telefonica ha rispettato questo termine, stabilito con una precedente delibera, ciò ha portato l'Agcom a far calcolare i rimborsi a partire da tale data.

In effetti, per non incorrere in ulteriori sanzioni, gli operatori telefonici hanno tempo fino ad aprile 2018 per ritornare alla fatturazione mensile.

Comunque, i rimborsi da stornare alla clientela saranno calcolati come sopra descritto per il periodo di tempo massimo intercorrente tra il 23 giugno 2017 e aprile 2018.

Le probabilità di erogazione dei rimborsi

Dato che, come abbiamo visto, se gli operatori telefonici dovessero pagare si troverebbero a sborsare una cifra milionaria, molti dubitano che i rimborsi verranno mai erogati. Anche perché sulla questione è necessario attendere anche la sentenza del Tar Lazio sul ricorso presentato dalle stesse compagnie telefoniche. Quindi tutto è ancora in ballo.