La battaglia legale per ottenere i rimborsi delle Bollette telefoniche a 28 giorni si arricchisce di un ulteriore colpo di scena. Ribaltando completamente la sentenza del Tar del Lazio, favorevole ai consumatori, il Consiglio di Stato ha accolto i ricorsi cautelari presentati dalle maggiori compagnie telefoniche italiane, cioè tim, vodafone, wind-Tre e Fastweb, e ha bloccato l'erogazione di rimborsi ai clienti per 2 miliardi di euro.

La decisione arriva proprio allo scadere. Infatti, secondo quanto aveva previsto la precedente decisione del Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, le compagnie telefoniche avrebbero dovuto risarcire i cittadini consumatori entro il prossimo 31 dicembre. La decisione del Consiglio di Stato, quindi, rimette in discussione anche quanto deliberato a suo tempo dall'Agcom, l'autorità garante del mercato delle Comunicazioni che aveva fissato la data del 31 dicembre per i rimborsi, poi confermata dal Tar.

Le origini del contenzioso

Come si ricorderà tutto ebbe inizio nell'ormai lontano 2015 quando alcune compagnie telefoniche cominciarono ad applicare ai propri clienti una fatturazione delle bollette telefoniche ogni 4 settimane invece che ogni mese come era consuetudine fino a quel momento. Questo, di fatto, aveva come immediata conseguenza il pagamento, da parte dei clienti consumatori, di 13 mensilità invece delle canoniche 12.

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Bollette Tim

A luglio del 2018, quindi, l'Agcom, con quattro delibere di identico contenuto, una per ciascun operatore implicato (Tim, Vodafone, Wind-Tre e Fastweb), aveva sollecitato il ritorno alla fatturazione a 30 giorni. Cosa che, come detto, era stata successivamente cofermata da una sentenza del Tar Lazio del mese di novembre 2018.

Le motivazioni di Palazzo Spada

Il Consiglio di Stato, che nel nostro ordinamento giuridico rappresenta il secondo grado della Giustizia Amministrativa, ha di fatto sospeso il rimborso dei due miliardi di euro ai consumatori.

Palazzo Spada, infatti, sostiene che la questione deve essere rivista in seguito, quando saranno rese note le motivazioni della sentenza del Tar del Lazio che ha deliberato a favore dei rimborsi. Il Consiglio di Stato si riserva di decidere sul diritto delle persone di ricevere il rimborso e anche sull'entità dello stesso. Palazzo Spada ha ribadito che tale decisione sarà presa entro il prossimo 31 marzo 2019.

Di conseguenza, i rimborsi, se dovessero arrivare, arriveranno solo con il nuovo anno.

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