Max Nardari è un regista, cantautore, sceneggiatore, produttore cinematografico e scrittore originario di Padova. Cresciuto a Treviso, ha iniziato la sua carriera dopo la Laurea al Dams di Bologna con una tesi su Pedro Almodovar. Nardari ha poi vinto vari premi, tra i quali il Premio Leone di Vetro e l'Andromeda Film Festival 2020.

Max Nardari ha rilasciato un'intervista per Blasting News in cui parla della propria storia e dei suoi progetti.

La storia di Max Nardari

Com'è nata la tua passione per il cinema?

"Mia madre a 16 anni mi ha regalato una telecamera, tramite la quale ho iniziato a fare i primi filmini amatoriali.

Durante la mia vita sono sempre stato un creativo. Infatti fin da piccolo volevo creare storie, da qui ho iniziato a fare fumetti e vignette. Ho sempre amato la parte di creazione e di scrittura, mi definisco un regista più creativo che tecnico. Questo perché esistono registri più tecnici ma che fanno i film di altri. Io invece, nonostante abbia imparato a farlo per necessità preferisco fare il processo creativo. Allora dopo il classico ho deciso di portare avanti quello ce fino ad all'ora era un hobby. Quindi ho deciso di fare il DAMS di Bologna".

Perché hai scelto questo tipo di studi?

"Ho deciso così perché io ero un ragazzo molto dispersivo senza le idee chiare. Inoltre tutta la mia famiglia era laureata e quindi avrei dovuto laurearmi anche io.

Il DAMS quindi essendo che aveva anche ei corsi di laurea, sarebbe stata l'unica scelta possibile. Ovviamente non mi sono fermato lì e una volta cresciuto ho fatto la scuola di Regia a 26/27 a Roma e poi il corso di sceneggiatura alla Rai. Io ho voluto quindi crearmi un percorso mio di sceneggiatura e regia. Al contrario di come si fa di solito la parte più tecnica l'ho fatta dopo, inizialmente mi sono laureato al DAMS con una tesi su Pedro Almodovar, regista spagnolo che io adoro.

Nonostante la mia tesi sul Cinema e i vari viaggi per studiare, parallelamente ho continuato a fare musica, tanto che sono arrivato ad un certo punto della mia vita in cui stavo perdendo un po' la regia, dedicandomi solo alla musica. Fortunatamente è stato solo un momento della mia vita e sono poi riuscito a dedicarmi alla regia per gli ultimi 15 anni.

Ultimamente però non voglio più che la musica sia un hobby, voglio quindi essere un regista/musicista".

Dall'influenza di Almodovar alla passione per Madonna di Max Nardari

Come commenti questa citazione di Pedro Almodovar, "spero un giorno di non essere più alla moda per diventare un classico"?

"Essere alla moda è quello che sono io, anche per questo ho deciso di studiare Almodovar, perché andava contro le regole. Alla fine è un regista spagnolo, post franchismo che con i suoi film andava contro tutto e tutti. È stato uno dei primi parlare di temi dissacranti, tramite film comici che finivano con drammi che ti facevano riflettere. Quindi secondo me lui ha deciso di non essere alla moda, di non seguire il senso comune ma di fare di testa sua e grazie a questo processo è diventato un classico, mi piacerebbe fare anche a me questo percorso.

(...) mi piacerebbe fare come ha fatto Almodovar siamo in Italia e i tempi sono cambiati. Ormai bisogna vedere quanti ascolti fai su Spotify, i film non si vedono più al cinema ma sulla piattaforme di streaming, i social dettano le regole e non si capisce più cosa è buono e cosa non lo è. Io penso che seguire la propria idea come faccio io ti porti a scontrarti con le Major. Io ho scelto di essere indipendente, questo mi da libertà, però è anche molto difficile perché sono da solo. Nessuno mi appoggia, non posso accedere alle grandi produzioni e cose del genere. Il mercato non aiuta quelli come me perché banalmente pensa che se non fai quello che va, allora non avrai seguito. Lo stesso Almodovar aveva aperto un'agenzia indipendente con il fratello, io invece sono figlio unico quindi faccio tutto da solo (ndr ride).

Mi ritrovo nelle scelte di Almodovar perché anche io con il mio film "La mia famiglia a soqquadro", è un film molto originale che va controcorrente, tanto che in molti volevano che gli vendessi l'idea. Io però non gli ho dato in pasto la mia idea, perché probabilmente non mi avrebbero poi dato la regia. Ho deciso quindi di investire tutto quello che avevo perché ci credevo, penso che dia questa la scelta giusta per chi è nella mia situazione."

E sulla musica?

"Nella musica ho fatto lo stesso ragionamento, ho cercato qualcosa che andasse controcorrente, cioè cantare in inglese. Sono stato riempito di critiche, perché ovviamente non avrò mai la pronuncia di un americano, però non sono il primo a cantare in inglese, pur non essendolo.

Secondo me poi la Pop Dance non ha senso farla in italiano, non riesce bene. Vedremo poi nel mio disco in uscita ad ottobre se avrò avuto ragione. Solo il tempo dirà se sarò stato originale, molti personaggi sono stati riconosciuti dopo essere morti per fare un esempio."

Raccontaci in poche parole la trama del film "La mia famiglia a soqquadro"

Il film "La mia famiglia a soqquadro" uscito nel 2017 parla di un ragazzo di 11 anni che entrato nel nuovo mondo delle medie, è l'unico con i suoi genitori ancora insieme. Di conseguenza per non sentirsi diverso decide di attuare un piano diabolico e dividerli per essere un bambino come tutti gli altri.

Quali personaggi di spicco nella musica e nel cinema di hanno influenzato?

"Nel cinema ovviamente Almodovar se si parla di Europa in generale, in Italia invece Paolo Virzì. Quest'ultimo mi ha influenzato molto perché fa ridere e commuovere è un maestro in quello che fa. Adoro a che Ozpetek perché è particolare ed ha seguito una strada simile a quella di Almodovar. Nella musica ascolto molto la musica dance di vari DJ. Uno dei miei preferiti è Sam Smith per il suo sound bellissimo e la sua voce originale però se devo scegliere la mia preferita in assoluto è Madonna. Lei è una donna rimasta ragazzina che si è saputa reinventare durante il tempo che è una delle caratteristiche più importanti per gli artisti, cioè non rimanere ancorati ai successi e al passato ma stare al passo con i tempi.

Ho sempre amato madonna perché nel suo essere trasgressiva è stata la meno trasgressiva questo perché penso che sia l'unica che ha capito bene come bilanciare, artista ed essere umano, trasgressione e parte spirituale. Una dimostrazione di questa sua caratteristica è il fatto che delle tante icone dell'epoca è forse l'unica che oggi è ancora viva. Ovviamente è una delle più grandi anche perché ancora oggi riesce a fare duetti con chiunque, da cantanti, DJ e band di qualunque età".

L'esperienza in Russia e il disco di Raf

Raccontaci liubov-pret-a-porté e la tua esperienza in Russia

"Questa è stata l'esperienza più fuori di testa della mia vita. Io e il mio team riuscimmo a scrivere un film che andasse bene ai Russi che erano i co-produttori.

Quest'ultimi però avevano investito tantissimi soldi ed essendo loro gli investitori, abbiamo dovuto sottostare alle loro richieste, addirittura snaturando il film. In Russia però sono addirittura famoso, infatti è uscito in 500 sale e contiene il mio pezzo in Italiano chiamato la Ragnatela, che si può trovare su Spotify. Quindi ho imparato che in ogni esperienza negativi si può trovare qualcosa che ti possa arricchire. Ovviamente nascondo che fu molto difficile perché i produttori, sia quelli italiani che quelli russi, non erano d'accordo tra loro (...) Io penso poi di portare molta fortuna, per esempio nel film c'è Alessandro Borghi, che ha fatto l'unica commedia della sua carriera e ha avuto molto successo.

Anche un attrice presente in un mio film, targato Max Nardari è poi stata protagonista di un film di Sorrentino."

Tra le tante collaborazioni che hai effettuato con cantanti, esiste qualche aneddoto molto significativo per te?

"Sicuramente la collaborazione con Raf è stata davvero incredibile anche perché è stata una cosa fortuita." Inizia dunque a raccontare Max Nardari: "Io ero un giovane cantautore che lasciava le demo per le case discografiche. Ne avevo lasciato anche uno alla Warner e Raf passando di lì per caso lo trovò. Qualche giorno dopo vengo chiamato al telefono da una voce che mi dice 'pronto sono Raf', io quindi pensando a uno scherzo gli rispondo 'io sono Raffaella Carrá'. Comunque poi lui mi racconta di come aveva trovato il brano, che stava chiudendo il suo disco e che voleva inserire anche la mia canzone perché lo faceva impazzire.

Quindi alla fine mi ha inserito nel suo disco OUCH. Nel tempo ho inseguito vari artisti come Irene Grandi, Laura Pausini e Chiara. Alla fine tra qualche problema sono riuscito a collaborare con Chiara e a fare dei videoclip con Fabrizio Moro. Ultimamente mi sto dedicando anche ai giovanissimi facendo videoclip anche per loro."

I progetti futuri di Max Nardari

Cosa puoi dirci dei tuoi progetti futuri?

"Sono uscito da poco con il mio singolo "I need you". Invece a livello cinematografico deve uscire su Amazon Prime un mio film ad episodi. Quest'ultimo si chiamerà "Diversamente" e sarà l'unione di vari spezzoni delle mie opere più celebri. Il film uscirà ad Aprile e la sigla sarà proprio "I need you".

Il video di questa canzone poi è spettacolare è l'unione di spezzoni di vari film famosi, messi sotto un'altra luce. Infine deve uscire il mio libro chiamato "Meglio fare 100 cose bene che una male". Lo ho chiamato così perché questo è lo slogan di Max Nardari. Questo libro è rivolto ai creativi come me, è una specie di manuale in cui racconto parti della mia vita e ne traggo conclusioni per i giovani che non trovano la loro strada."