Una coppia di ghanesi decide di far circoncidere il figlio di soli 50 giorni ma invece di rivolgersi ad una struttura ospedaliera idonea, si affida all'”esperienza” di un coinquilino dello stabile in cui vive (assieme ad altri duecento immigrati). Durante l'intervento il piccolo riporta gravi lesioni all'apparato genitale che gli causano una febbre incessante, il “medico” improvvisato decide allora di somministrargli diverse dosi di paracetamolo.

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La mattina seguente la madre allarmata dalle condizioni critiche del figlio, decide di chiamare il 118 che, accorso sul posto, soccorre d'urgenza il neonato trasportandolo all'ospedale Maria Vittoria di Torino. Inutili i tentativi di rianimazione, i medici hanno dovuto dichiararne la morte causata da un'infezione.

Qualche ora dopo, l'autopsia ha confermato che il decesso è avvenuto a causa di una grave setticemia.

La madre del piccolo Henry (una 35enne ghanese) è stata sottoposta ad un lungo interrogatorio per appurare le dinamiche dei fatti.

La 35enne ghanese madre del piccolo Henry
La 35enne ghanese madre del piccolo Henry

Secondo il racconto della donna, il falso medico si sarebbe spacciato per un “santone” esperto nel rito della circoncisione ma, come già detto, in realtà non aveva alcun tipo qualifica. La squadra mobile torinese ha effettuato un sopralluogo all'interno della casa in cui è stata praticata l'operazione ed ha trovato diversi panni sporchi di sangue, ovviamente la stanza improvvisata a “sala operatoria” non rispettava minimamente gli standard di pulizia necessari a garantire l'assenza di possibili agenti patogeni e, molto probabilmente, anche gli attrezzi utilizzati per svolgere l'intervento non erano stati sottoposti alla corretta procedura di sterilizzazione, contribuendo così a far contrarre l'infezione al neonato.

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Maria Rosa Giolito, coordinatrice dei consultori del Piemonte, ha manifestato il proprio allarme riguardo al fenomeno dalla circoncisione come “rito”, a quanto pare infatti sarebbe una pratica molto diffusa all'interno delle comunità musulmane. 

Ad oggi sarebbero tre gli uomini sottoposti a stato di fermo, molto probabilmente l'accusa sarà quella di omicidio preterintenzionale, nessuno di loro ha dei legami di parentela con il bambino. 

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