Dopo la trasmissione Le Iene di tre settimane fa, la dottoressa Michela De Petris è finita nella bufera del San Raffaele di Milano. Nei giorni successivi alla puntata televisiva in cui si parlava del Signor Antonio guarito da un tumore, le polemiche e le repliche dello stesso ospedale hanno alimentato una gran discussione, la stessa De Petris in quei giorni era avvicinata da migliaia di persone, che sentendo la sua intervista volevano informazioni e consigli.

Nella sua "pericolosa" intervista la dottoressa non ha fatto altro che evidenziare il lato positivo di un'alimentazione sana, di base vegetale possibilmente crudista, come gli effetti di questo regime alimentare siano positivi anche alla presenza di malattie anche come appunto i tumori.

Non ha parlato di cura, ma semplicemente dei benefici che possono influire e rafforzare cure mediche specifiche. L'alimentazione, dice la De Petris, è alla base della Salute e può essere la migliore medicina di prevenzione.

Tanto è bastato in ogni caso per farla licenziare, il motivo sarebbe di aver danneggiato l'ospedale con il suo intervento in tv, perché il San Raffaele come ogni ospedale compra milioni di farmaci, e la sua posizione era in contrasto con le attività ospedaliere.

In altre parole la salute è solo un fattore secondario, quel che conta non sono i pazienti, ma quanto loro rendono al settore medico ospedaliero, ogni malato può costare al servizio sanitario da qualche migliaio, fino ad alcune centinaia di migliaia di Euro, è chiaro che se la gente seguisse uno stile di vita sano e un'alimentazione adeguata, i pazienti negli ospedali diminuirebbero.

Ora la dottoressa De Petris è stata licenziata solo perché ha dichiarato la verità, pensando prima di tutto alla salute dei pazienti piuttosto che al portafogli. L'hanno punita dando un segnale preciso: la salute non è un diritto di tutti, ma solo un affare di pochi.

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