Lui è stato il primo eliminato dell'edizione numero 13 del "Grande Fratello" ed è ovvio che la cosa non può che aver fatto dispiacere a Michele Simoncini, deejay ingegnere di Senigallia, che, quindi, è stato costretto a lasciare anzitempo la 'casa'.

Il suo rammarico, all'indomani della 'crudele' sentenza emessa nei suoi confronti, è particolarmente evidente e dalle sue dichiarazioni non possono mancare le frecciate velenose indirizzate ai suoi ex coinquilini: in due settimane di permanenza nel reality show, ha tratto delle conclusioni personali e da buon marchigiano non le manda certo a dire.

Michele è arrabbiatissimo con tutti coloro che hanno sostenuto le ideologie di Samba e di Valentina che lui stesso ha definito dei "finti perbenisti": all'ingegnere non va proprio giù il fatto che il pubblico televisivo si sia apertamente schierato con Samba, perchè lui è un ragazzo di colore, perchè cucina per tutti e perchè tutti lo difendono.


Michele non vorrebbe rientrare nella casa, anzi sì, come lui stesso poi giustifica: vorrebbe tornare dentro per 'fare casino' questa volta, perchè vorrebbe che Samba, Greta e Valentina tirassero fuori la loro grinta e la smettessero di comportarsi come dei 'finti perbenisti' che appena possono pugnalano alle spalle.


Per lui, i ricordi più piacevoli sono legati a Mirco e ai fratelli Papillon che spera arrivino sino al gran finale perchè, secondo lui, il "Grande Fratello" di quest'anno, senza di loro, non avrebbe senso. E delle ragazze chi salverebbe Michele? Nessuna, sono delle streghe, cattive dentro...